Scuole e Università chiuse in Campania fino al 30 ottobre per arginare la recrudescenza dell’epidemia di Covid

Campania, Covid: scuole e Università chiuse fino al 30 ottobre

Visto il  netto e perdurante peggioramento del quadro epidemiologico, con il dato relativo ai nuovi positivi al Covid che ieri ha superato per la prima volta la soglia delle 1000 unità, 1.121 per la precisione, come “minacciato” la settimana scorsa, il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è corso immediatamente ai ripari adottando misure rigorose con gli obiettivi di limitare al massimo le circostanze di assembramenti pericolosi in ogni ambito, privato e pubblico, e  di ridurre al massimo la mobilità difficilmente controllabile. Di seguito le principali misure adottate con la nuova ordinanza firmata da De Luca:

-Per il livello di contagio altissimo registrato anche nelle famiglie, e derivante da contatti nel mondo scolastico, nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza dal 16 al 30 ottobre.

-Sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno.

Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in luoghi pubblici, aperti pubblico e privati, al chiuso o all’aperto, con invitati estranei al nucleo familiare convivente.

-Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi.

-E’ fatta raccomandazione agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza.

-A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario. Tali misure si aggiungono a quelle già disposte nelle recenti precedenti ordinanze, a cominciare dall’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto introdotto due settimane fa.

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Covid, Campania: scuole e Università chiuse fino al 30 ottobre. Conte: “Chiudere le scuole non è la soluzione”

Chiudere così in blocco le scuole non è la migliore soluzione“. E’ la stoccata rifilata, al termine dei lavori della prima giornata del Consiglio Europeo, dal Premier Giuseppe Conte al Presidente della Regione Campania De Luca dopo la decisione di quest’ultimo di chiudere le scuole e le Università. Conte ha poi leggermente corretto il tiro precisando che dal punto di vista formale “le singole Regioni possono adottare misure più restrittive e ritengo si debba ragionare, parlare, collaborare con tutte le autorità territoriali, in primis con i Presidenti delle Regioni e i rappresentanti dell’Anci”. A rincarare la dose la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina: “E’ una decisione gravissima, sbagliata e inopportuna. Sembra un accanimento del Governatore contro la scuola. In Campania lo 0.75 degli studenti è risultato positivo e di certo non se lo è preso a scuola. La media nazionale è 0.80″. Poco prima era stato lo stesso De Luca a divulgare, con un comunicato, i dati epidemiologici alla base di questa sorta di “mini-lockdown” come per mettere le mani in avanti rispetto alle più che prevedibili critiche alla propria decisione di sospendere le attività didattiche: “Ritengo opportuno ricordare i dati a me comunicati dalla task force regionale. Oggi 15 Ottobre (ieri, ndr), i tamponi positivi registrati in Campania sono stati 1.127 su 13.780, pari all’8,1 % rispetto al 7,1 di ieri. Per quanto riguarda il mondo della scuola, ecco di seguito i dati riferiti a Napoli e Caserta:

Asl Napoli 1: contagiati 120 tra alunni e docenti

Asl Napoli 2: contagiati 110 tra alunni e docenti

Asl Napoli 3: contagiati 200 alunni e 50 docenti, con circa 70 casi connessi

Asl Caserta: contagiati 61 tra alunni e docenti

Decine di questi contagi sono contatti diretti e sono stati rintracciati attraverso il contact tracing“.

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