Dopo l’approvazione del nuovo DPCM che contiene misure anti-Covid più stringenti, il Premier Giuseppe Conte ha assicurato: “Non vogliamo il lockdown generalizzato”

DPCM, Conte: "Non vogliamo il lockdown"
Il Premier Giuseppe Conte

Le nuove regole contro il contagio comportano sacrifici ma vogliamo evitare un lockdown generalizzato. Per tutelare economia e salute dobbiamo rispettare le regole”. Così il Premier  Giuseppe Conte ha commentato la nuova stretta alle misure anti-contagio imposta con l’ultimo, almeno per il momento, DPCM che avrà una durata di 30 giorni. “Le feste in casa possono essere fonti di pericolo ma non manderemo le forze di polizia nelle case. Il governo s’impegna a non adottare misure sproporzionate. Nessuna torsione della democrazia. Abbiamo fatto tutto il necessario in linea con la Costituzione”. Infine,”non ci sono i presupposti per didattica a distanza” mentre sulle criticità nei trasporti pubblici ha garantito che il governo monitorerà. Di seguito i principali provvedimenti contenuti nel DPCM di cui sopra: sono bandite le feste private al chiuso o all’aperto e forte “raccomandazione” ad evitare di ricevere in casa più di 6 familiari o amici non conviventi. Per ristoranti e bar obbligo di chiusura alle 24 e divieto di consumazioni in piedi dalle ore 21. Inoltre, stop alle gite scolastiche e agli sport amatoriali di contatto come il calcetto. Le mascherine sono obbligatorie ovunque non si sia soli, salvo le eccezioni già in essere. Matrimoni e funerali con non più di 30 persone. Escluso il lockdown e quarantena ridotta a 10 giorni.

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Nuovo DPCM, il Premier Conte: “Non vogliamo il lockdown generalizzato”. Parere condizionato della Conferenza della Regioni

Sul nuovo DPCM sull’emergenza coronavirus approvato dal governo la Conferenza delle Regioni ha espresso un parere condizionato ad “alcune osservazioni” già inviate al Premier Giuseppe Conte e ai Ministri Roberto Speranza e  Francesco Boccia. Lo si legge in una nota del Presidente della Conferenza, Stefano Bonaccini, che ha apprezzato le misure adottate in materia sanitaria. Bonaccini ha però sollecitato “forme di ristoro” per i settori e le attività economiche che saranno interessati dal decreto ed ha chiesto chiarimenti su feste e trasporto pubblico. “Gli strumenti per attivare le terapie intensive ci sono. Saremo il Paese, dopo la Germania, che avrà il rapporto terapie intensive-popolazione tra i più alti d’Europa. L’Italia è a pieno regime e noi dobbiamo difendere lavoro e scuola e per farlo serve costruire una trincea prima degli ospedali”, ha precisato il Ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia che ha assicurato che tutti gli interventi adottati mirano a proteggere e a difendere la vita. E poi: “Mai più lockdown, è un impegno, mentre la mascherina dovrà essere diventare un’abitudine come il casco”. Come detto, il nuovo DPCM ha bocciato il ricorso alla didattica a distanza per l’ultimo anno delle superiori così come richiesto dai Governatori Luca Zaia e Giovanni Toti per alleggerire la pressione sul sistema di trasporti pubblici ed evitare in tal modo le resse degli studenti a bordo degli autobus. Anche perché le aziende che gestiscono il trasporto pubblico locale devono garantire i controlli a bordo degli bus e delle metropolitane “per prevenire gli assembramenti collegati al mancato rispetto del limite di riempimento dei mezzi”, lo ha ribadito il Comitato Tecnico-scientifico. Mentre le Regioni hanno lanciato l’allarme: se non diminuisce l’utenza per abbassare la capienza occorre incrementare le linee ma per passare all’azione servono risorse aggiuntive. Previsto un incontro nelle prossime ore  col Ministro dei Traporti Paola De Micheli.

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