Con la selezione di 150 candidati è partita la sperimentazione del progetto Ehcobutler, soluzione ICT per rallentare il decorso della Malattia di Alzheimer

Alzheimer, al via la sperimentazione del progetto Ehcobutler per rallentarne il decorso
Alzheimer, al via la sperimentazione del progetto Ehcobutler per rallentarne il decorso

Al via alla fase di sperimentazione del progetto Ehcobutler su pazienti MCI (con declino cognitivo lieve). Non si ferma, dunque, l’impegno di Aima Napoli Onlus nella quotidiana lotta contro l’Alzheimer. L’Associazione Italiana Malattia d’Alzheimer – sezione campana – è impegnata da anni anche nella relativa ricerca ed ora l’Aima ha avviato la selezione di 150 candidati che si sottoporranno a un’indagine clinica per poter partecipare alla fase di somministrazione di un nuovo software, progettato per rallentare il decorso di malattie neurodegenerative in individui all’esordio della malattia. Echobutler è una soluzione ICT di cura assistenziale e di salute centrata sul paziente che consentirà ai pazienti stessi, alle loro famiglie ed ai loro caregivers di migliorare lo stato psicologico e lo stile di vita del paziente. La piattaforma è stata realizzata da un consorzio multinazionale composto da 13 soggetti, tra cui Aima Napoli Onlus, che cooperano da diversi paesi dell’UE, al fine di sviluppare soluzioni orientate al miglioramento della qualità di vita dei cittadini europei e non.

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Che cos’è la malattia di Alzheimer: eziologia e sintomatologia

La Malattia di Alzheimer è una forma progressiva di demenza dovuta ad un processo degenerativo a carico di un enorme numero di cellule nervose della corteccia cerebrale e di altre aree del cervello. La Malattia di Alzheimer è una patologia  neurodegenerativa incurabile. Attualmente infatti non esistono farmaci e interventi in grado di arrestarne il decorso e far regredire i sintomi. Ad oggi non esiste un esame specifico per la diagnosi certa della Malattia di Alzheimer, come invece è possibile per altre patologie. Quella che viene elaborata è una diagnosi di Alzheimer probabile che viene emessa quando si osservano le seguenti condizioni:

  • demenza definita su base clinica e confermata da test neuropsicologici
  • il deficit coinvolge due o più aree cognitive
  • peggioramento progressivo della memoria e di altre funzioni cognitive
  • assenza di disturbi di coscienza

Nelle sue forme -presenile, la più frequente, e senile – insorge rispettivamente durante il quinto e il sesto decennio di vita e tra il settimo e l’ottavo. Evolve aggravandosi in stadi successivi divenendo completa entro 2-3 anni. Non se ne conosce con esattezza la causa: ne sono state prospettate numerose tra le quali l’intossicazione da alluminio, forse interviene anche un fattore genetico legato all’alterazione di un gene dominante specifico su un determinato cromosoma. Inoltre ci sono geni non direttamente causativi ma l’alterazione di questi può aumentare il rischio di sviluppo della malattia di Alzheimer. Il sintomo più precoce è rappresentato dalla perdita della memoria, dapprima relativamente lieve, indi sempre più estesa e totale, specie per gli eventi recenti. Successivamente compaiono altri disturbi psichici come disorientamento, perdita del potere di attenzione e di concentrazione, difficoltà nell’effettuare calcoli ed altre operazioni logico-matematiche, nonché ansia o depressione e altre gravi turbe della personalità. Nelle fasi avanzate il soggetto affetto dall’Alzheimer appare disorientato e confuso, spesso paranoico, violento oppure estremamente docile. Comincia a trascurare l’igiene personale finché non si alletta e diviene così preda di problemi nutrizionali e di ulcere da decubito. Si osservano inoltre disturbi dell’attività psicomotoria tra cui il più frequente è il wandering, ovvero il vagabondaggio afinalistico: la persona comincia a vagare senza meta e senza obiettivi, spinto dalla necessità di doversi muovere. Allo stato attuale delle conoscenze non esiste un trattamento valido per la Malattia di Alzheimer: di conseguenza molto importante è l’assistenza al malato che va nutrito e mantenuto nella migliore forma possibile e nella più assoluta tranquillità psichica. Non sempre l’assistenza può essere assicurata dai familiari, di qui le enorme aspettative che vengono riposte nella sperimentazione, appena avviata, del progetto Ehcobutler.

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