L’esame di italiano sostenuto da Luis Suarez ai fini dell’ottenimento della cittadinanza italiana era concordato: indagati i vertici dell’Università per Stranieri

Luis Suarez esame truffa

Il calcio italiano è periodicamente investito da scandali di varia natura che contribuiscono a minarne la credibilità. L’ultimo in ordine di tempo, di risonanza mondiale, è stato “calciopoli“, deflagrato nella primavera del 2006, quel sistema di potere e di commistione tra vertici federali, mondo arbitrale e club che aveva il proprio fulcro nell’allora Direttore Generale Luciano Moggi che per tale motivo è stato radiato a vita dai ranghi federali. Qualche anno prima, alla fine degli anni novanta, a far rumore fu lo scandalo ribattezzato dagli organi di stampa “passaportopoli“: alcuni calciatori extracomunitari, tra cui l’interista Alvaro Recoba, pupillo dell’allora Presidente dei nerazzurri Massimo Moratti, ottennero indebitamente grazie alla “compiacenza” di alcuni funzionari pubblici il passaporto italiano, conditio sine qua non per poter giocare da comunitari nel nostro campionato. Ebbene le “migliori” tradizioni del calcio italiano non muoiono mai, sono sempre di moda: l’esame di lingua italiana di livello B1 sostenuto dall’uruguaiano Luis Suarez, ai margini del progetto tattico del neotecnico del Barcellona Ronald Koeman e corteggiato dalla Juventus, sarebbe stato concordato. E’ quanto ipotizza un’inchiesta della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura della Repubblica di Perugia, con le Fiamme gialle che ha acquisito la relativa documentazione presso l’Università per Stranieri di Perugia dove Suarez ha sostenuto il summmenzionato esame.

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Luis Suarez, “esame truffa” per ottenere la cittadinanza italiana. L’uruguiano non figura tra gli indagati

La Guardia di Finanza ha anche notificato 5 informazioni di garanzia ai vertici dell’ateneo per rivelazione di segreto d’ufficio e falso ideologico commesso da pubblici ufficiali in atti pubblici. Infatti, dalle indagini è emerso che gli argomenti della prova erano stati concordati e il punteggio assegnato prima dello svolgimento. Tuttavia, Luis Suarez non risulta indagato al contrario dei vertici dell’ateneo in quanto la decisione di far superare all’uruguaiano l’esame di italiano per la certificazione B1, necessaria per ottenere la cittadinanza italiana, peraltro non ancora concessagli, è stata assunta “prescindendo da ogni valutazione delle competenze linguistiche dai vertici dell’Università per Stranieri“. Agli atti dell’inchiesta anche alcune intercettazioni. “Non coniuga i verbi, parla all’infinito… Comunque, allora….. tornando seri…hai una grande responsabilità perché se lo bocciate, ci fanno gli attentati terroristici“, così un indagato si rivolge a un altro indagato che replica: “Guadagna 10 milioni all’anno ma te pare che lo bocciamo“. Intanto, la Procura della Federcalcio ha aperto un’inchiesta sull’esame “farsa” sostenuto da Luis Suarez a Perugia per acquisire la cittadinanza italiana. Il Capo della Procura federale, Giuseppe Chinè, ha chiesto anche gli atti dell’indagine alla magistratura ordinaria di Perugia.

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