Urne aperte domenica, 20 settembre, dalle 7.00 alle 23.00, e lunedì, 21 settembre, dalle 7.00 alle 15.00, per le Elezioni Regionali, le amministrative, le suppletive e il Referendum costituzionale

Regionali 2020: dove si vota e come si vota

Ultime battute di campagna elettorale, con i comizi finali dei leader di tutti i partiti, prima, a decorrere dalla mezzanotte di oggi, dello stop per il c.d “silenzio elettorale”, per l’Election day. Secondo i dati contenuti nell’ultima rilevazione semestrale, pubblicata sulla piattaforma Eligendo a cura della Direzione Centrale dei Servizi elettorali del Ministero dell’Interno, sono 51.559.898 gli elettori chiamati ad esprimersi per il referendum costituzionale e 18.590.081 quelli per le elezioni regionali che interessano 6 regioni a statuto ordinario (Campania, Liguria, Marche, Puglia, Toscana e Veneto) e 1 a statuto speciale (Valle d’Aosta). Oltre al referendum e alle elezioni regionali si terranno anche consultazioni amministrative ed elezioni suppletive del Senato della Repubblica. Per quest’ultimo appuntamento gli aventi diritto al voto sono 467.122 per la Sardegna (Collegio plurinominale 01 – Collegio uninominale 03 Sassari) e 352.696 per il Veneto (Collegio plurinominale 02 – Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona). Le elezioni amministrative interessano, invece, 962 comuni e coinvolgono 5.725.734 elettori. Solo per la Regione Toscana, in caso in cui nessun candidato superi il 40%, è previsto il ballottaggio, in programma eventualmente il 4 e il 5 ottobre prossimi, tra i primi due candidati più votati; per tutte le altre verrà eletto Presidente il candidato che avrà ottenuto 1 voto in più di tutti gli altri candidati. Ma gli elettori sono chiamati alle urne anche per rinnovare i consigli regionali delle Regioni al voto: si potranno esprimere due preferenze rispettando lalternanza di genere uomo-donna e viceversa, pena l’annullamento della seconda preferenza. In dettaglio gli elettori e le elettrici possono:

  • Votare un candidato Presidente ed una lista ad esso collegata.
  • Votare solo per uno dei candidati Presidente.
  • Votare solo una lista: in tal caso il voto si intende espresso anche a favore del candidato Presidente ad essa collegato.
  • Esprimere un voto disgiunto, ossia votare per un candidato Presidente e per una lista ad esso non collegata.

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Elezioni Regionali 2020, amministrative, suppletive e Referendum costituzionale: le ragioni del “Sì” e del “No”

Come anticipato nel primo paragrafo, poco più di 51 milioni di cittadini sono chiamati al voto referendario per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo “Modifiche agli artt. 56, 57 e 59 della Costituzione in  materia di riduzione del numero dei parlamentari”; conseguentemente, in caso di approvazione del quesito referendario, il numero dei deputati eleggibili si ridurrebbe dagli attuali 630 a 400, quello della circoscrizione estero da 12 a 8, mentre il numero di senatori verrebbe decurtato dagli attuali 315 a 200, quello della circoscrizione estero da 6 a 4. Considerato che il Senato viene eletto su base territoriale, ogni Regione può al massimo eleggere 3 senatori rispetto ai 7 attuali così come il Presidente della Repubblica può nominare nuovi senatori a vita solo se ce ne sono in carica meno di 5. Per i sostenitori del sì, l’approvazione del quesito referendario permetterebbe di adeguare il Parlamento italiano a quelli europei eliminando così eccessi e farragini che ne rallentano la produttività. I fautori del no, invece, fanno leva sul modesto risparmio economico che, al netto di contributi ed esposti, si attesterebbe sui 57 milioni annui, meno dell’0,01% dell’intera spesa pubblica. Inoltre, senza una riforma già pronta della legge elettorale e dei regolamenti parlamentari è concreto il rischio, paventano sempre i promotori del “No”, di una sottorappresentazione delle regioni più popolose o di mettere il destino di una legge, specie quando è arenata in Commissione, nelle mani di pochi.  Al seggio a ogni elettore verrà consegnata una scheda di color turchese che riporta il testo del quesito referendario e due caselle: chi intende approvarlo, dovrà barrare la casella “Sì”, chi è contrario dovrà tracciare una croce sulla casella “No”. Se barrate entrambe le caselle, il voto verrà annullato. In ossequio alle norme anti-Covid, sarà l’elettore a depositare la scheda nell’urna. Non è previsto il quorum per questa tipologia di consultazione referendaria, per cui vincerà l’opzione che otterrà un voto valido in più rispetto all’altra e in caso di approvazione del quesito referendario, tali disposizioni entreranno in vigore a decorrere dalle prossime elezioni politiche. Possono votare tutti i cittadini dai 18 anni in su muniti di tessera elettorale e di un valido documento di riconoscimento domani, 20 settembre, dalle 7.00 alle 23.00, e lunedì, 21 settembre, dalle 7.00 alle 15.00. In caso di deterioramento, di smarrimento, furto ed esaurimento degli appositi spazi per la certificazione della partecipazione al voto l’elettore potrà richiedere il duplicato della stessa presso l’ufficio elettorale comunale, previa domanda corredata da una dichiarazione di smarrimento o dalla  denuncia all’Autorità di Pubblica Sicurezza. In caso di furto, prima di inoltrare la richiesta di duplicato, occorre presentare la relativa denuncia ai competenti uffici di Pubblica Sicurezza. Per quanto riguarda le indicazioni di partito, schierato per il “Sì” è il M5S, è il cavallo di battaglia, la riforma “bandiera” del Movimento. Anche dal Pd è arrivata l’indicazione del “Sì”, ufficializzata da Zingaretti alla direzione Dem, che gli ha attirato gli strali dello scrittore Roberto Saviano che ha stigmatizzato tale decisione per la motivazione, “la sopravvivenza del governo“, alla sua base, ma con distinguo tra i “big”. Favorevole la Lega: “Sì, per coerenza”, ha dichiarato Salvini, ma anche qui c’è chi si smarca come il nr. 2 del Carroccio Giorgetti. Per il Sì, Fratelli d’Italia. Posizioni diverse in Forza Italia con Berlusconi che lascia “libertà di coscienza” così anche Italia Viva che non si sbilancia. Orientati per il “No” +Europa e Sinistra italiana.

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