Il Covid-19 negli Stati Uniti sembra inarrestabile: almeno 7 persone morte in relazione a un focolaio scoppiato dopo un ricevimento di nozze

Usa, 7 morti dopo un ricevimento di nozze

Con quasi 200 mila morti, oltre 6.6 milioni di contagiati ed un ritmo di 30 mila nuovi positivi al giorno, gli Stati Uniti sono di gran lunga il Paese maggiormente colpito dalla pandemia di coronavirus che da ormai 6 mesi sta flagellando il mondo intero. Ad ulteriore riprova, almeno sette persone, come reso noto dall’agenzia “Associated Press”, sono morte in relazione ad un focolaio di coronavirus scoppiato dopo un ricevimento di nozze nel Maine. Il Maine Center for Disease Control and Prevention ha riferito che alla festa, che si è celebrata in agosto, sono collegati oltre 175 contagi e sei delle persone decedute non hanno nemmeno partecipato al matrimonio. Le autorità dello Stato, che da marzo ha registrato meno di 5.000 casi di positività al letale virus cinese, hanno ricostruito la catena dei contagi e concluso che dal ricevimento al Big Moose Inn di Millinocke il virus ha viaggiato centinaia di chilometri.

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Covid, 7 morti dopo un ricevimento di nozze. Trump: “Il vaccino a ottobre”

“Penso che la distribuzione del vaccino contro il coronavirus possa iniziare in ottobre, forse già a metà mese”: lo ha annunciato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una conferenza stampa alla Casa Bianca prevedendo la “distribuzione di 100 milioni di dosi entro la fine del 2020“. “La più grande distribuzione di vaccini nella storia americana”, ha poi sottolineato. A gettare acqua sul fuoco dei facili entusiasmi dell’inquilino della Casa Bianca l’agenzia americana per la salute, secondo la quale ci vorranno “da sei a nove mesi” per far vaccinare tutti gli americani. Robert Redfield, direttore dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), l’agenzia federale per la tutela della salute, ha dichiarato, in audizione al Senato, di non aspettarsi che un vaccino contro il coronavirus sia largamente disponibile per gli americani sino alla fine del secondo/terzo trimestre del 2021. Redfield si è detto, comunque, fiducioso nello sviluppo di un vaccino in novembre o dicembre ma inizialmente, ha però precisato, sarà disponibile una “fornitura molto limitata“.

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