Shock a Como dove un tunisino, con un decreto di espulsione sulle spalle, ha ucciso a coltellate Don Roberto Malgesini, “il prete degli ultimi”

Como, tunisino ha ucciso a coltellate il "prete degli ultimi"
Don Roberto Malgesini

Un sacerdote, Don Roberto Malgesini, 51 anni, è stato ucciso a coltellate in mezzo alla strada, a Como, sotto la sua abitazione. Don Malgesini era noto nella città lariana per il suo impegno a favore degli immigrati, dei senzatetto e di tutti quelli in gravi difficoltà tanto da essere soprannominato il “prete degli ultimi“. Poco dopo il delitto, l’omicida, un tunisino 53enne senzatetto, forse affetto da problemi psichici, come reso noto dalla Diocesi di Como, si è costituito. L’uomo ha precedenti per furto e rapina e sulla sua testa pende un decreto di espulsione dal territorio nazionale, finora non eseguito. Il sindaco di Como ha proclamato il lutto cittadino mentre Attilio Fontana, Governatore della Lombardia, nel ricordarlo ne ha sottolineato la vita esemplare: “Una vita dedicata agli ultimi, un esempio per tutti“.

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Como, immigrato uccide il “prete degli ultimi”. L’omicida: “Temevo il rimpatrio”

Don Malgesini non aveva una parrocchia: la sua era quella dell’assistenza ai bisognosi. Portava la colazione ai senza fissa dimora e agli immigranti e assisteva tutti coloro che si trovavano in stato di forte disagio o che vivevano ai margini della società. E proprio uno dei suoi assistiti è stato il suo carnefice che, comunque, durante l’interrogatorio in Questura, ha ammesso le proprie responsabilità: “Ha descritto dinamica e movente, quest’ultimo, allo stato, esclusivamente riconducibile al convincimento di essere una vittima di un complotto che ne avrebbe determinato il rimpatrio in Tunisia“. Lo ha scritto in una nota il Procuratore della Repubblica di Como Nicola Piacente. “Non sono emersi – prosegue la nota – allo stato coinvolgimenti dell’indagato in percorsi di radicalizzazione. Sulla base degli elementi acquisiti, la Procura provvederà nelle prossime ore a formalizzare una richiesta di convalida dell’arresto per omicidio volontario”. Nel frattempo l’omicida reo confesso è stato tradotto in carcere.

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