Serviranno ancora molti mesi per lo sviluppo del vaccino anti-coronavirus. Per l’OMS, “il vaccino per tutti solo nel 2022”

OMS: "Il vaccino anti-Covid per tutti solo nel 2022"
OMS: “Il vaccino anti-Covid per tutti solo nel 2022”

Tempi lunghi per lo sviluppo di un vaccino anti-Covid: dopo lo stop alla sperimentazione di quello dell’AstraZeneca-Università di Oxford, cui collabora anche l’IRBM di Pomezia, occorreranno fino a tre mesi prima che il comitato di esperti indipendenti si pronunci sulle cause delle reazione avversa riscontrata in un volontario cui è stato inoculato il suindicato vaccino e, nello specifico, se a determinarla sia stata proprio il vaccino, considerato tra più “promettenti”. Anche alla luce di tutto ciò le previsioni circa l‘approdo sul mercato del vaccino anti-Covid non sono a breve termine. Per Soumya Swaminathan, ricercatrice dell’Oms, “ci vorrà molto tempo prima di raggiungere l’immunità di gregge“.  Alla BBC, infatti, ha spiegato che, come riporta il portale fanpage.it, “bisognerà aspettare fino al 2022 senza dubbio e fino ad allora le popolazioni devono essere disciplinate”. Di qui l’invito della ricercatrice, a tutti i Paesi, a “non prendere scorciatoie” anche perché si deve arrivare a un vaccino “senza compromettere la sicurezza“.

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Coronavirus, OMS: “Vaccino per tutti sono nel 2022”. Sileri: “Serviranno molti mesi”

Sulla stessa lunghezza d’onda dell’OMS anche Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, il quale, pur professandosi ottimista ma realista, è convinto che il vaccino non sarà disponibile prima della metà del prossimo anno: “La normalità si avrà qualora il virus dovesse mutare in una forma a noi favorevole, oppure quando raggiungeremo un’immunità di gregge, ma con i numeri che abbiamo servirebbe tempo, quindi rimane la chance del vaccino. Serviranno molti mesi, credo che il prossimo anno avremo ancora la necessità di doverci proteggere con un’abitudine alla misure di sicurezza che stiamo osservando. Non dimentichiamo che questo virus colpisce in maniera severa gli anziani e coloro che hanno delle patologie pre-esistenti, sono loro che dobbiamo proteggere finché il virus circola”.

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