Imbrattata con frasi oscene e sfasciata la saracinesca della sede del comitato elettorale di Rosa Capuozzo, candidata al Consiglio Regionale della Campania per la Lega

Napoli, vandalizzata la sede del comitato elettorale di Rosa Capuozzo, candidata della Lega

Mancano pochi giorni alle Regionali e inevitabilmente il livello dello scontro politico si alza pericolosamente  in quanto un conto è la contrapposizione dialettica, che può anche essere dura nei toni, ben altra cosa è la violenza a scopo intimidatorio. Rosa Capuozzo, ex sindaco di Quarto, in provincia di Napoli, e candidata al Consiglio Regionale della Campania per la “Lega”, infatti, ha avuto un’amara sorpresa: ignoti hanno vandalizzato la saracinesca della sede del suo comitato elettorale. Un atto vile e intimidatorio orchestrato alla vigilia dell’evento che ha visto il candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra, Stefano Caldoro, incontrare la città di Quarto. Una coincidenza, probabilmente, che, tuttavia, lascia sgomenti per come ad oggi questi atti, assolutamente lesivi della libertà di pensiero e di espressione politica, siano ancora concepibili e tollerabili. “Un conto sono il confronto, la dialettica e la critica, altro la minaccia, è inaccettabile che si debbano subire azioni violente solo perché si decide di intraprendere un determinato percorso politico. Si possono non condividere determinate scelte, non si può incontrare il gradimento dell’intero elettorato, ma questo non autorizza a sfasciare saracinesche, rompere o imbrattare manifesti e targhe. Siamo tutti donne e uomini liberi, ma se questo è il clima con cui affrontiamo le prossime settimane di campagna elettorale, credo che questa non sia democrazia. Mi spiace tuttavia deludere chi voleva frenare la mia iniziativa, siamo già al lavoro per riordinare il comitato. E che si sappia: io andrò avanti per la mia strada, senza abbassare la testa, per dimostrare la validità delle mie idee e dei progetti. Idee e progetti che, se mi verrà data la possibilità, difenderò e attuerò all’interno del Consiglio Regionale in modo reale e soprattutto concreto”, il commento di una Rosa Capuozzo battagliera e per nulla intimidita: del resto nella sua breve ma intensa esperienza politica Rosa Capuozzo ha dimostrato di saper tener testa perfino al triumvirato “Grillo-Di Maio-Casaleggio” e soprattutto di non avere timore di pagare in prima persona pur di rimanere fedele ai propri valori e ideali.

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Napoli, vandalizzato il comitato elettorale di Rosa Capuozzo, candidata della Lega. La rivendicazione

Un post su Facebook, firma del sedicente gruppo “Tifoseria Quartograd“,  ha orgogliosamente rivendicato  l’atto criminale: “Quarto non si Lega. Solo nell’immondizia che ci avete sversato state bene, fuori la Lega dalla Campania“. Una farneticante ed arrogante giustificazione da parte di chi si arroga il diritto di decidere per tutti i cittadini quartesi ai quali, in ultima analisi, deve essere attribuita la facoltà esclusiva di decidere delle sorti politiche della Lega. Parole che riecheggiano quelle pronunciate da Lenin, “Quando il popolo sbaglia, bisogna proteggerlo anche da se stesso“, per giustificare lo scioglimento, il 19 gennaio del 1918, dell’Assemblea Costituente panrussa, democraticamente eletta, dove i bolscevichi, a dispetto del loro nome, in russo “maggioritari“, erano in netta minoranza, appena 175 seggi su 707; come minoranza sono quei facinorosi che hanno vandalizzato la sede del comitato elettorale di Rosa Capuozzo, un raid che dimostra che, come metteva in guardia lo scrittore Miguel de Unamuno, “un conto è parlare di ideali, un altro è vivere di ideali“. Rosa Capuozzo ha dimostrato nei fatti di vivere coerentemente ai propri ideali, non può dirsi lo stesso per i vandali che le hanno messo a soqquadro la sede del comitato elettorale che, semmai, confermano ciò che lamentava Vilfredo Pareto, economista e tra i padri fondatori della sociologia italiana: “Non c’è nessuno di più pericoloso di un sedicente pacifista e democratico“.

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