Operazione della DIA di Bari che, grazie alla collaborazione delle locali forze dell’ordine, ha arrestato, in Germania e nel Regno Unito, due latitanti inseguiti da un mandato di arresto europeo per traffico internazionale di droga

Operazione della DIA di Bari: arrestati, in Germania e nel Regno Unito, due latitanti ricercati per narcotraffico
Operazione della DIA di Bari: arrestati, in Germania e nel Regno Unito, due latitanti ricercati per narcotraffico

La Direzione investigativa antimafia di Bari (DIA) ha tratto in arresto due trafficanti internazionali di stupefacenti, un albanese e un italiano, rispettivamente nel Regno Unito e in Germania, destinatari di un mandato di arresto europeo. I due erano latitanti da quando erano sfuggiti alla cattura lo scorso giugno nell’ambito dell’operazione “Kulmi” condotta dalla stessa Dia di Bari e conclusasi con l’esecuzione di 37 provvedimenti di cattura disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Bari e dalla Procura Speciale Anticorruzione e Criminalità organizzata di Tirana.

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Arresti in Germania e nel Regno Unito per traffico internazionale di droga: già estradato il 43enne italiano catturato in Germania

Come anticipato nel paragrafo precedente, l’albanese, 37enne, è stato fermato all’aeroporto londinese di Heathrow, come riferisce il portale lagazzettadelmezzogiorno.it, dalla polizia di New Scotland Yard a seguito di indicazioni fornite in tempo reale dalla DIA di Bari (tramite l’Ufficio dell’Esperto per la Sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Londra e la divisione Sirene) e grazie anche all’attivazione della rete europea dedicata alla ricerca e cattura di latitanti internazionali. Il 43enne italiano, stanato e catturato in Germania dalla polizia tedesca, è già stato estradato e, dopo il perfezionamento delle formalità di rito presso l’aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci” di Roma, è stato affidato al personale del Corpo della Polizia Penitenziaria che lo ha accompagnato presso il suo domicilio per confinarlo agli arresti domiciliari. Il successo dell’operazione si deve, dunque, anche alla collaborazione delle autorità di polizia britanniche e tedesche, delle Divisioni Interpol e Sirene della Criminalpol nonché del Corpo di Polizia Penitenziaria e della Polizia di Frontiera.

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