In caso di positività al Covid di un alunno la quarantena per la classe è solo una possibilità, è quanto ha dichiarato, durante il proprio intervento alla trasmissione “Agorà”, il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri

Sileri: "Alunno positivo? La quarantena è una possibilità"
Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri

Non solo il distanziamento, i banchi monoposto e l’uso della mascherina in classe, l’altra spada di Damocle che pende sulla scuola è l’eventuale positività di un alunno. Che fare in quel caso? Su tale spinosa questione, durante il proprio intervento alla trasmissione di Rai 3 “Agorà”, si è espresso anche il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri: “In caso di una positività di un alunno, la quarantena per la classe è una possibilità ma si preferirà un tampone a tutta la classe per un ritorno più veloce a scuola“. Ed è anche per questo che lo stesso Sileri si è detto d’accordo sulla “necessità di aumentare i tamponi anche oltre i 300 mila al giorno nel periodo dell’influenza stagionale come auspicato dal microbiologo Andrea Crisanti il cui piano finalizzato a un corposo incremento dei tamponi processati è ora all’attenzione del Comitato Tecnico-scientifico.

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Viceministro Pierpaolo Sileri: “Alunno positivo? Tampone alla classe”. Mezzi pubblici del trasporto locale pieni all’80 per cento massimo

A bordo di mezzi pubblici del trasporto locale, dei treni regionali e degli scuolabus “è consentito, in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento non superiore all’80 per cento prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Il 100% solo per distanze al di sotto dei 15 minuti ma il ricambio d’aria dovrà essere costante”. E’ quanto ha reso noto il Ministero dei Trasporti: approvate, dunque, dalla Conferenza Unificata le linee guida del trasporto pubblico per il contenimento della diffusione del Covid-19. Di seguito, come riportato dall’edizione on line del quotidiano “Il Messaggero”, il testo del documento di cui sopra: “È consentito, nel caso in cui le altre misure non siano sufficienti ad assicurare il regolare servizio di trasporto pubblico, anche extraurbano, ed in considerazione delle evidenze scientifiche sull’assunto dei tempi di permanenza medi dei passeggeri indicati dai dati disponibili, un coefficiente di riempimento dei mezzi non superiore all’80% dei posti consentiti dalla carta di circolazione dei mezzi stessi prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Il ricambio dell’aria deve essere costante, predisponendo in modo stabile l’apertura dei finestrini o di altre prese di aria naturale. Tale coefficiente di riempimento è consentito anche in relazione al ricambio dell’aria interna dei veicoli di superficie e dei treni metropolitani, infatti la maggior parte degli impianti di climatizzazione consente una percentuale di aria prelevata dall’esterno e un ricambio ad ogni apertura delle porte in fermata. Inoltre, per i tram di vecchia generazione è possibile l’apertura permanente dei finestrini. Pertanto, ove possibile, occorre mantenere in esercizio gli impianti di aereazione senza ricircolo. Ferme restando le precedenti prescrizioni, potrà essere aumentata la capacità di riempimento, oltre il limite previsto, esclusivamente nel caso in cui sia garantito un ricambio di aria e un filtraggio della stessa per mezzo di idonei strumenti di aereazione che siano stati preventivamente autorizzati dal Cts”.

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