Stabili, anche se gravi, le condizioni cliniche di Alexej Navalny, il principale oppositore di Putin. Avviati gli esami per accertare la causa del suo malore

Stabili le condizioni di Navalny
Il leader dell’opposizione russa Alexej Navalny

Dopo un braccio di ferro tra i suoi familiari e i dirigenti dell’Ospedale di emergenza nr.1 di Omsk, dove è stato ricoverato d’urgenza a seguito dell’improvviso malore che lo ha colto mentre era in volo da Omsk a Mosca, con conseguente atterraggio d’emergenza, Alexej Navalny, il principale oppositore dello “zar” della Federazione Russa, Vladimir Putin, è stato trasportato, grazie ad un aereo-ambulanza messo a disposizione da un’ong tedesca, in Germania dove è in cura presso il nosocomio universitario della “Charitè” di Berlino. Pur nella loro gravità, è tuttora in coma, le condizioni cliniche del leader dell’opposizione russa permangono stabili. Tuttavia, oltre a fare di tutto per salvargli la vita, i sanitari berlinesi hanno anche avviato una serie di accertamenti diagnostici e tossicologici per appurare l’origine del suo malore.

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Stabili le condizioni di Alexej Navalny, il principale oppositore di Putin. Il suo capo staff: “Risultati non prima di alcuni giorni”

Familiari, medico di fiducia e collaboratori fin dal primo momento non hanno avuto alcun dubbio: il leader dell’opposizione russa è stato avvelenato con una sostanza tossica mescolata al tè che ha bevuto in un ristorante dell’aeroporto di Omsk poco prima di imbarcarsi sull’aereo che lo avrebbe dovuto riportare a Mosca. Di tutt’altro avviso i dirigenti dell’Ospedale di Omsk: i loro sanitari non hanno rinvenuto tracce di sostanze tossiche nel corpo di Navalny. Ecco perché, come detto, i medici della “Charitè” di Berlino hanno già sottoposto Navalny ad una serie di analisi per scoprire cosa abbia provocato il suo malore. Tuttavia, come reso noto con un post sui social dal capo-staff di Navalny, Leonid Volkov, “risultati e diagnosi non si potranno ottenere prima di alcuni giorni“. Dunque, dobbiamo ancora aspettare per sapere se anche il principale oppositore di Putin sia rimasto vittima dello stesso trattamento ricevuto da Aleksandr Litvinenko, ex agente del Kgb e dissidente, morto il 23 novembre 2006, a Londra, in circostanze mai del tutto chiarite, a causa di un avvelenamento da radiazione da polonio-210, un isotopo radioattivo del polonio.

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