Coronavirus: il viceministro alla Salute lancia l’allarme dopo aver visionato video di assembramenti nei locali

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Coronavirus e tema aumento dei contagi che continua a tenere banco in Italia. A provare a fare il punto della situazione è ancora una volta il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri. Che offre il quadro completo di quelli che sono i dati ad oggi.

Ai microfoni di Radio Cusano Campus Sileri sgombra subito il campo da alcuni equivoci: innanzitutto chiarisce che essere contagiati non vuol dire essere malati. In quanto ci sono gli asintomatici che non presentano nessuna criticità.

Proprio per questo motivo l’attenzione è rivolta ai giovani. Che in questo momento sono i più a rischio. Il viceministro è convinto che con le fasce di età basse si corrono meno rischi nel contagio. Ma non per questo si deve abbassare la guardia.

L’allarme che lancia Sileri è uno: anche con le discoteche chiuse i contagi continueranno a salire. Ma soprattutto per quello che si è verificato nelle settimane precedenti.

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“Abbiamo visto alcuni video di assembramenti nelle discoteche con migliaia di giovani senza mascherine”

Coronavirus: il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri aggiunge dei dettagli importanti. Parlando di visualizzazione di alcuni video di assembramenti in alcune discoteche. Con migliaia di giovani a stretto contatto tra di solo e senza mascherine.

Proprio per questo motivo il viceministro ha spiegato che è molto probabile che i contagi continueranno a salire anche nelle prossime settimane. Per quello che è accaduto prima della chiusura. Poi per lui è ovvio che non tutti i focolai sono dovuti alle discoteche.

Ma anche di comportamenti irresponsabili di persone che sono andate in vacanza all’estero e che al rientro in Italia si sono pentite di non aver usato la mascherina. Per ridurre i rischi focolai bisognerà aumentare i controlli negli aeroporti.

Per quel che riguarda la paura di una possibile seconda ondata il viceministro parla di consapevolezza di quello che si potrebbe affrontare. E di strumenti a disposizione per uscire da un emergenza che potrà anche essere lunga.

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Ma che dovrà avere una fine, anche grazie ai comportamenti responsabili da parte della maggioranza dei cittadini che rispettano le regole del distanziamento.

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