Non ha usato mezzi termini, Valentino Rossi, per descrivere la tragedia sfiorata al Gran Premio d’Austria: “Il rischio più grande della mia vita, Zarco lo ha fatto apposta”

Valentino Rossi: "La paura più grande della mia carriera"

Il Gran Premio d’Austria della MotoGp di domenica scorsa si farà ricordare non per la vittoria del ducatista Andrea Dovizioso, all’ultima stagione sulla Rossa di Borgo Panigale, ma per la tragedia sfiorata a seguito del contatto tra Johann Zarco e Franco Morbidelli, con le loro moto che solo per fortuna, o per citare il Dottore, perché “il santo dei motociclisti ha fatto davvero un grande lavoro“, non hanno preso in pieno Valentino Rossi e Maverick Vinales. “Devo dire che è stata tosta, ho avuto tanta paura, sono un po’ scosso, anche ripartire per la seconda gara è stata dura. Stavo percorrendo quel tornantino insieme a Vinales quando alla curva 3 ho visto un’ombra arrivare: pensavo fosse l’elicottero da sopra, invece sono arrivati due proiettili: ho visto bene la Ducati di Zarco, mentre la moto di Morbidelli non l’ho neanche vista, l’ho vista dopo nelle immagini. È stata una cosa molto pericolosa. Va bene essere aggressivi, ma mi sembra che si stia perdendo un po’ il rispetto degli avversari fin dalla moto3. Il nostro è uno sport pericoloso, è fondamentale avere rispetto per chi corre in pista con te. E lui non è nuovo a queste cose. Bisogna stare attenti perché possiamo farci male. La Direzione Gara deve fare qualcosa di serio a Zarco perché anche nell’ultima gara a Brno ha steso Pol Espargaró anche se poteva evitare l’incidente. Anche qui a Spielberg dalle immagini sembra che l’abbia fatto apposta anche se lui dice il contrario, ha danneggiato Morbidelli per non farsi superare. Dobbiamo capire che le nostre moto, a queste velocità, sono dei proiettili. Secondo me stiamo andando un po’oltre”.

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Valentino Rossi: “Il rischio più grande della mia vita”. Morbidelli: “E’ un mezzo assassino”

Se Valentino Rossi non ha fatto sconti a Zarco, ancora più duro nei confronti del driver francese è stato Franco Morbidelli: “È un mezzo assassino. Frenare in questo modo a 300 all’ora vuol dire avere poco amore per se stessi e per quelli con cui stai correndo. È stato davvero pericoloso per me, per lui, per Rossi e Vinales che erano lì davanti e che mentre facevano una curva veramente lenta si sono visti arrivare in faccia una moto a 280 all’ora“. Intanto il pilota francese e Mordibelli verranno ascoltati, per fornire la loro versione dei fatti sullo spaventoso incidente in questione, giovedì prossimo dal FIM Steward Panel il cui Presidente è il tre volte iridato Freddie Spencer. Da regolamento i piloti potranno essere accompagnati da un rappresentante della squadra con la quale hanno firmato il loro contratto in essere, dunque nel caso di Zarco la Ducati mentre per Morbidelli la Yamaha Petronas.

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