Coronavirus: il viceministro alla Salute rassicura sulla possibilità di una seconda ondata che adesso spaventa!

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Coronavirus: il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri prova a fare il punto della situazione sull’emergenza nel nostro paese. Ed a rassicurare tutte le persone che hanno adesso paura di una possibile seconda ondata. Ma anche di una nuova chiusura totale.

In un intervista al Fatto Quotidiano Sileri afferma che la popolazione rispetto al mese di marzo è preparata. Così come lo sono i medici ed il personale sanitario. In questi mesi si sono avute tante informazioni sul contagio.

Si mettono in pratica le misure di sicurezza come il distanziamento, il lavaggio delle mani e l’utilizzo delle mascherine. Anche per le discoteche Sileri parla di misura inevitabile. Per avere la massima sicurezza che il problema dei contagi si possa ridurre al più presto.

Poi le parole di Sileri che cercano di tranquillizzare tutti. In quanto i numeri in rialzo ci sono. Ma si parla pur sempre di dati inferiori agli altri paesi. Con i decessi non alti. Quindi si deve guardare al futuro con maggior ottimismo.

Non si deve certo abbassare la guardia in questa fase, per non commettere nessun errore di valutazione e correre il rischio di pagarne poi le conseguenze in futuro. Sileri è convinto di tutto ciò. Ed invita le persone ad essere responsabili, ma anche a vivere senza paure.

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“Siamo stati bravi rispetto agli altri paesi a seguir le regole del distanziamento. Adesso dobbiamo continuare”

Coronavirus: il viceministro alla Salute è convinto che l’Italia ha conservato un vantaggio importante rispetto agli altri paesi. E che i prossimi mesi saranno decisivi. Per lui gli italiani sono stati bravi a mettere in pratica tutte le misure contenitive.

Con un lockdown più lungo degli altri paesi e una riapertura graduale. Adesso i casi che si verificano sul territorio si devono gestire al meglio. Ma i dati confortanti sono dovuti dal numero basso dei decessi e dei pazienti in terapia intensiva.

La prima sfida che si presenterà a breve resta quella di distinguere i casi da contagio da quelli di influenza stagionale. Adesso più che mai per Sileri non bisogna abbassare la guardia. E non correre nessun rischio. Quindi ben vengano le regole, compreso l’utilizzo della mascherina.

Sileri è certo che adesso la situazione è cambiata. Con la consapevolezza che prima di entrare in un ospedale o una RSA serve un tampone. Mentre i primi focolai della prima ondata si sono verificati proprio in queste strutture.

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Bisogna essere ottimisti e preparati. Con i giovani più inclini a superare un possibile contagio. Per questo le possibilità di lockdown sono molto basse. 

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