Coronavirus: polemiche sull’obbligatorietà del vaccino che crea divisioni tra quelli che la vogliono e chi non la vuole

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Coronavirus e vaccino, polemiche che non si placano. Le parole del premier Giuseppe Conte sulla non obbligatorietà hanno scatenato discussioni forti. Creando le solite due opposte fazioni che hanno preso la notizia con diverse sensazioni.

Il ministro alla Salute Roberto Speranza ha voluto gettare acqua sul fuoco delle polemiche. Affermando che al momento si tratta di una questione abbastanza prematura da dover affrontare. In quanto non è vicina ancora la data delle prime dosi disponibili.

Al momento della conclusione della sperimentazione del primo disponibile ci saranno delle prime scorte da dover prendere. Non avendole tutte a disposizione, il ministro afferma che le prime dovranno essere somministrate al personale sanitario ed agli anziani.

Una scelta dettata dalle esigenze. Per i primi si tratta di personale che dovrà lavorare senza il pericolo di un possibile contagio. Per i secondi ci troviamo di fronte alle fasce più a rischio che necessitano protezione.

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Il Comitato Tecnico Scientifico non ne ha dichiarato l’obbligatorietà. Scelta non avallata da parte della politica

Coronavirus, il ministro Speranza fa chiarezza sulla possibile non obbligatorietà del vaccino. Ma parte della politica, anche della maggioranza, non ha condiviso questa scelta del premier Conte.

Per questo motivo il ministro Speranza ha voluto forse deviare la questione. Parlando di tempi non ancora maturi per affrontare un discorso che troverà concretezza solo nel 2021. Ad innescare la miccia della polemica è stato Matteo Renzi.

Il leader di Italia Viva è convinto che invece il vaccino debba essere reso obbligatorio a tutta la popolazione. Entrando in contrasto con quanto affermato sia dal premier che dal Comitato Tecnico Scientifico.

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Di sicuro il dibattito si porterà avanti anche nelle prossime settimane. Con la decisione definitiva che verrà presa in base alla situazione sanitaria. 

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