Flavio Insinna, conduttore del programma L’Eredità, dovrà rettificare quanto avvenuto in trasmissione alcuni mesi fa: questo l’ordine del Tribunale alla Rai

L'Eredità Tribunale Rai Flavio Insinna
(foto dal web)

La controversa risposta alla domanda sulla capitale di Israele formulata in una puntata de L’Eredità è finita in tribunale ed ora è arrivata la sentenza. Per chi non ne fosse a conoscenza, si tratta di un episodio del famoso game show andato in onda qualche mese fa. In quell’occasione il conduttore Flavio Insinna chiese ad una dei concorrenti in gara quella sera. “Qual è la capitale di Israele?“. La sfidante rispose “Tel Aviv“, ma il presentatore la corresse affermando che la risposta corretta era “Gerusalemme“.

Da allora si scatenarono molte polemiche nonostante la precisazione del presentatore letta in diretta il 5 giugno. “Ci si può ritrovare involontariamente al centro di una controversia che chiama in causa vicende sulle quali non spetta certo a un gioco come il nostro intervenire – dichiarò –. Sulla questione però esistono posizioni diverse. Alla luce di ciò riteniamo di non dover entrare – sottolineò –. Noi che non abbiamo titolo, in una disputa così delicata, e ci scusiamo per averla involontariamente evocata“.

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L’Eredità, Tribunale ordina rettifica alla Rai | Flavio Insinna dovrà pronunciare una dichiarazione

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Infatti sono anni che la questione riguardante la capitale di Israele è parecchio dibattuta a livello politico. Il Paese ha proclamato Gerusalemme come sua capitale. Si tratta però di una decisione non riconosciuta dall’ONU e da molte altre nazioni. Ebbene intanto, per quanto riguarda il programma L’Eredità e la risposta sul relativo argomento, il caso è finito in tribunale per via di un ricorso da parte di due associazioni filo-palestinesi. E ora il giudice del tribunale di Roma Cecilia Pratesi, della sezione diritti della persona e immigrazione, ora ha ordinato una rettifica nei confronti della Rai.

Il diritto internazionale non riconosce Gerusalemme quale capitale dello stato di Israele“. Con questa frase Flavio a settembre dovrà rettificare quanto affermato alcuni mesi fa, in quanto la definizione della questione come “una “disputa”, come fatto nel corso della prima replica della Rai – conclude il giudice –, non è sufficiente a rettificare poiché non restituisce l’informazione (corretta) che la questione è sì obiettivamente controversa fra gli stati direttamente coinvolti, ma è altresì oggetto di una netta presa di posizione del diritto internazionale“.