Sempre più tragico il bilancio, ancora provvisorio, della doppia esplosione che ha semidistrutto Beirut, capitale del Libano: 157 morti, 5000 feriti, decine di dispersi e 300 mila sfollati

Beirut: almeno 157 morti e 5000 feriti

Sembra un bollettino di guerra l’ultimo bilancio, ancora provvisorio, delle due deflagrazioni che martedì hanno semidistrutto Beirut, capitale del Libano: almeno 157 morti, 5000 feriti, decine di dispersi e 300 mila sfollati. I soccorritori continuano a scavare tra le macerie ed a cercare i corpi nelle acque del porto dove erano immagazzinate le 2750 tonnellate di nitrato di ammonio che hanno fatto da innesco delle esplosioni. Il governo deve far fronte non solo ai 300 mila cittadini sfollati ma anche all’allarme gas tossici liberatisi nell’aria a seguito delle deflagrazioni. Intanto si è messa in moto la macchina degli aiuti internazionali. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inviato 20 tonnellate di materiale sanitario: le esplosioni hanno distrutto anche 3 ospedali e gravemente danneggiato altri due. L’Unione Europea ha attivato il meccanismo di Protezione Civile per assistere la popolazione libanese. L’Italia ha inviato una squadra di Vigili del fuoco esperti nel rischio chimico e 8,5 tonnellate di aiuti. Anche la Turchia, la Cina e l’Iran hanno inviato aiuti e materiale sanitario.

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Beirut: 157 morti, 5000 feriti, decine di dispersi e 300 mila sfollati. Arrestati 16 funzionari del porto

Primi provvedimenti dell’Autorità giudiziaria libanese nell’ambito dell’indagine sulla doppia esplosione che ha devastato Beirut e che ha provocato 157 morti e 5000 feriti. Come reso noto dalla Procura militare del “Paese dei cedri”, sono stati arrestati 16 funzionari del porto di Beirut. Intanto nella capitale libanese ferita dall’esplosione di martedì sono ancora al lavoro gli uomini dell’esercito e della Protezione civile locale mentre i quartieri più colpiti sono invasi da un esercito di volontari, per lo più giovani, armati di scope, pale e badili per sgomberare le macerie e i detriti.

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