Coronavirus: forti polemiche dopo la desecretazione di alcuni documenti che riportano le indicazioni del CTS

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Coronavirus: nelle scorse ore da Palazzo Chigi sono stati desecretati alcuni atti del Comitato Tecnico Scientifico. Suggerimenti che fanno riferimento alle decisioni sulle zone rosse in Italia ad inizio emergenza. Forti le polemiche per la volontà del governo di non tenere conto dei suggerimenti del CTS.

In pratica si scopre che il 7 marzo il CTS aveva suggerito delle chiusure parziali del territorio. In particolare nelle aree della Lombardia ed altre tra Emilia Romagna Veneto e Piemonte. Proprio nelle aree dove stavano cominciando a comparire i primi focolai, con i contagi che aumentavano di ora in ora.

Dopo 48 ore il governo decise di chiudere tutto il territorio nazionale. Anche quelle regioni dove l’emergenza non era mai arrivata. Vietando gli spostamenti ed introducendo il lockdown totale. In tanti si chiedono oggi il perchè.

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Il CTS ordinò il 9 aprile la chiusura delle scuole fino al termine dell’anno scolastico per motivi di sicurezza

Coronavirus: dalla desecretazione degli atti si evince anche una seconda decisione da parte del CTS riguardo le scuole. Decisione avallata questa volta dal governo. Si decise il 9 aprile di non riaprire le scuole. In quanto la pandemia in atto non garantiva la sicurezza per gli studenti.

Non c’erano al momento le condizioni affinché si potesse procedere alla riapertura. Con la conclusione anticipata delle lezioni. Il CTS in quell’occasione si riservò la possibilità di ulteriori decisioni in base all’evoluzione della pandemia.

Il miglioramento delle condizioni adesso ha consentito una riapertura a partire dal mese di settembre. Con l’anno scolastico che riprenderà regolarmente per tutti gli studenti e scuole. La prima notizia positiva dopo mesi davvero difficili.

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Proprio quella della scuola rappresenta infatti il primo passo verso la normalità che si spera possa rimanere anche nel prossimo autunno.

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