Mentre si continua a scavare tra le macerie, 4 ex Premier chiedono che l’indagine sulle 2 esplosioni al porto di Beirut sia affidata a giudici imparziali

Beirut, 4 ex Premier: "Indagine a giudici imparziali"

A Beirut, semidistrutta da due esplosioni innescate da 2750 tonnellate di nitrato d’ammonio, abitualmente utilizzato in agricoltura come fertilizzate ma che, mescolato ad agenti chimici, in particolare i carburanti, diventa devastante come un ordigno nucleare, con la sua tipica onda d’urto a bolla che spazza via tutto ciò che incontra nel raggio di diversi chilometri, si continua a scavare tra le macerie alla ricerca dei dispersi. Intanto, quattro ex Primi Ministri libanesi hanno chiesto che sia una commissione di inchiesta internazionale ad appurare le cause delle due gigantesche esplosioni di ieri nel porto di Beirut dove, in un magazzino, erano stoccate da 6 anni le tonnellate di nitrato d’ammonio sequestrate a contrabbandieri. I quattro ex capi di governo, Hariri, Miqati, Saniora e Salam, hanno affermato che Beirut, dopo avere “sofferto per oltre 4 decenni per una catena di distruzioni e abusi, è colpita da una catastrofe che poteva essere evitata se non fosse stato per l’assenza di leadership“. Pertanto, hanno chiesto che l’Onu o la Lega Araba “formi una commissione con giudici imparziali“.

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Strage Beirut, 4 ex Premier: “Indagine imparziale”. Agli arresti domiciliari funzionari del porto

In attesa degli esiti di un’inchiesta internazionale, come pubblicamente chiesto da 4 ex Premier libanesi, il governo libanese ha ristretto agli arresti domiciliari tutti i funzionari del porto di Beirut che hanno avuto l’incarico di supervisionare la sicurezza al deposito del luogo dove erano stoccate le 2750 tonnellate di nitrato d’ammonio confiscate a contrabbandieri. Lo ha reso noto l’emittente tv Lbci precisando che la stessa misura verrà adottata anche per gli ex funzionari che vi hanno lavorato dal 2014. Nel frattempo, il Cardinale Boutros Rai, patriarca maronita d’Antiochia, ha lanciato un appello agli Stati del mondo”affinché si mobilitino per fornire aiuti immediati“. Il cardinale ha proposto di istituire un “Fondo controllato dall’Onu“. Tra i primi a rispondere a tale appello il Presidente francese Macron che oggi sarà in visita in Libano e  che ha già inviato aiuti umanitari e squadre di soccorritori con 3 aerei. Anche Turchia, Kuwait, Russia, Olanda, Israele e Iran hanno assicurato l’invio immediato di personale medico e aiuti.

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