Si fa sempre più drammatico il bilancio delle esplosioni che hanno devastato Beirut, capitale del Libano: almeno 100 morti e 4000 feriti

Beirut, almeno 100 morti e 4000 feriti Si aggrava di ora in ora il bilancio delle deflagrazioni verificatesi ieri nell’area portuale di Beirut, capitale del Libano. Secondo la Croce Rossa libanese, sarebbero almeno 100 i morti e 4000 i feriti tra questi anche un militare italiano della missione Unifil che però non sarebbe grave. Il Ministro della Salute libanese ha invitato a lasciare Beirut in quanto sono estremamente pericolosi i gas sprigionatesi dalle esplosioni causate da 2750 tonnellate di nitrato di ammonio immagazzinate in un edificio della zona portuale di Beirut. Quest’ultimo è stato raso al suolo mentre l’onda d’urto ha investito anche i palazzi vicini tra cui il quartier generale dell’ex premier libanese Saad Hariri e l’ufficio di corrispondenza della Cnn. “Beirut è una città distrutta e le esplosioni sembravano Hiroshima“. Lo ha dichiarato a una emittente libanese, trattenendo a stento le lacrime, il governatore di Beirut, Marwan Aboud, definendolo “un disastro senza precedenti“.

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Beirut, si aggrava il bilancio: almeno 100 morti e 4000 feriti. Stato d’emergenza per 2 settimane

Il Consiglio nazionale di Difesa, riunitosi d’urgenza in Libano dopo la terribile esplosione nel porto della capitale, ha deciso di dichiarare “Beirut una città disastrata” e di decretare “lo stato d’emergenza per due settimane“. Lo ha reso noto la presidenza libanese. Il Presidente Michel Aoun ha definito “inaccettabile” il fatto che 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio siano rimaste immagazzinate per sei anni nel porto di Beirut senza misure di sicurezza. “Quello che è successo non passerà senza conseguenze, i responsabili di questo disastro ne pagheranno il prezzo“, ha assicurato il Primo Ministro libanese Hassan Diab che poi ha rivolto un appello ai “Paesi amici”: “Rivolgo un appello urgente a tutti i Paesi fraterni che amano il Libano perché stiano al nostro fianco e ci aiutino a lenire le nostre ferite profonde”. Tra i primi a rispondere a tale appello il Premier Giuseppe Conte: “Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese. L’Italia farà tutto quel che le è possibile per sostenerlo. Con la Farnesina e il Ministero della Difesa stiamo monitorando la situazione dei nostri connazionali”. Solidarietà anche dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio: “L’Italia è vicina agli amici libanesi in questo momento tragico. I nostri pensieri vanno alle famiglie delle vittime, a cui esprimiamo il nostro profondo cordoglio, a alle persone ferite a cui auguriamo una pronta guarigione”. Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini, invece, ha telefonato al Gen. Di Stasio, Comandante del contingente italiano in Libano, e al Gen. Antoci, Comandante della missione bilaterale di addestramento, per esprimere la propria solidarietà al nostro militare ferito ed ai suoi familiari.

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