Coronavirus: il virologo Palù espone le sue perplessità sulla natura del SARS-CoV-2 e sulla fine della pandemia

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Coronavirus, il virologo Giorgio Palù, in un intervista alla Stampa, espone tutte le sue perplessità sull’emergenza che ha colpito anche il nostro paese. Il professore emerito all’Università di Padova comincia dalla natura per lui strana del SARS-CoV-2.

Affermano che non si tratta di un virus naturale. In quanto presenta sia dei caratteri che potrebbero derivare dall’uomo ma anche dall’animale. A dare manforte a questa teoria il fatto che proviene dalla Cina.

Un paese che non ha raccontato la verità dall’inizio, così come fece anni fa riguardo al SARS-CoV-1. Il noto virologo prova a tracciare un bilancio del contagio. Che come tutti i virus si sparge da Nord a Sud e da Est ad Ovest del mondo.

Potendo rimanere in circolazione per mesi, anche se adesso potrebbe aver perso la sua virulenza. Ma questo aspetto non lascia tranquillo Palù. Che afferma che non bisogna abbassare la guardia e continuare ad avere comportamenti responsabili.

Non diffondendo né paure né ottimismo. Si dovrà convivere con questo virus fino a quando non ci sarà probabilmente un vaccino efficace. Ma prima di due anni non ce ne sarà uno disponibile per tutta la popolazione mondiale.

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Per il virologo si dovranno aprire le scuole sul modello Francia. Con docenti con mascherine ed alunni senza

Coronavirus: il virologo Giorgio Palù ha affrontato anche altri temi nella sua lunga intervista al Messaggero. Per lui l’aumento dei contagi nel nostro paese è dovuto principalmente dai focolai che si diffondono con la presenza di immigrati.

Che purtroppo stanno facendo rialzare la curve che si era appiattita con il lockdown. E adesso sta lentamente risalendo. I rischi principali per Palù li corrono maggiormente gli over 75, mentre per il resto della popolazione la mortalità resta molto bassa.

Quando si parla di perdita della virulenza Palù non si sbilancia. Affermando che il virus che circola nel nostro paese sembra essere diverso da quello di Wuhan, ma che è molto contagioso. Ma anche se fosse meno potente non dovrebbe indurci ad assumere comportamenti sbagliati.

Importante la tracciabilità e la tempestività degli interventi per individuare la maggior parte degli asintomatici in breve tempo. Ma più si lascia il virus circolare più ci potrebbero essere dei problemi senza un vaccino.

Che come detto per lui non arriverà prima di due anni per tutta la popolazione mondiale che ne farà richiesta.

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In ogni caso Palù è favorevole al ritorno a scuola a settembre seguendo il modello Francia. Con alunni senza mascherine e docenti e personale ad indossarla. 

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