Coronavirus: ottimismo per il vaccino italo-inglese che potrebbe risultare il migliore tra tutti quelli in produzione

Coronavirus

Coronavirus: c’è grande ottimismo intorno al vaccino italo-inglese promosso dall’Università di Oxford. Le anticipazioni di ieri della rivista scientifica Lancet fanno crescere le attese per quello che viene indicato come il migliore in sperimentazione.

Ma da più parti si getta acqua sul fuoco. Soprattutto per i tempi che potrebbero arrivare ad averne delle dosi in commercio. Anche il ministro alla Salute Roberto Speranza ieri aveva avuto parole di compiacimento per i risultati che si stanno ottenendo.

Ma allo stesso tempo si mostrava cauto sulla fine dell’iter della sperimentazione. Che deve procedere per gradi. Anche se i risultati su mille persone sono incoraggianti. Ma non si può e non si deve illudere la gente sui tempi.

E creare poi delle false aspettative che creerebbero solo confusione e delusione. Quindi per Speranza si deve attendere con fiducia tutto l’iter. Che difficilmente potrà chiudersi prima della fine dell’anno.

–> Leggi anche Crescono i contagi in uffici e fabbriche sono più di 50 mila

Il vaccino dovrà: funzionare nei prossimi test, essere prodotto in grandi quantità e dovrà essere approvato

Coronavirus: il vaccino di Oxford resta in pole nelle speranze della popolazione. Ma senza farsi illusioni sulle date possibili per arrivare ad un prodotto efficace che possa mettere fine ad un emergenza mondiale.

Con tanti paesi che non riescono a debellare questo virus che resta aggressivo a temibile fuori dall’Italia. Proprio per questo motivo le aspettative sul vaccino crescono e anche la fiducia delle persone.

E’ stata Sarah Gilbert, uno dei ricercatori dell’Università a fare il punto alla radio della Bbc confermando che non vi è nessuna certezza che si possa avere il vaccino prima della fine dell’anno. Si tratta di una possibilità, ma non si tratta di un punto fermo.

Per far si che si arrivi entro il 2020 alla fumata bianca servirebbero tre presupposti impostanti. Il primo è che il vaccino deve funzionare anche negli step successivi su più persone soggette ai test.

–> Leggi anche ‘Ndrangheta, maxi blitz Italia-Svizzera: 75 arresti

Coronavirus

Il secondo è quello di dover essere poi prodotto in grandi quantità per la popolazione. Il terzo è che dovrà essere approvato dalle agenzie regolatorie.

–> Leggi anche Coronavirus, OMS: “Preoccupa crescita del virus in Africa”