E’ il terribile male, il cancro al seno, che ha stroncato, a 57 anni, la vita di Kelly Preston, moglie del divo John Travolta. Scopriamo insieme che cos’è e quando occorre intervenire chirurgicamente

Cancro al seno: eziologia e quando intervenire chirurgicamente
Cancro al seno: eziologia e quando intervenire chirurgicamente (Fondazione Umberto Veronesi)

E’ il tumore più frequente della donna (20-25% del totale dei tumori femminili) e predilige l’età media ma può anche colpire, anche se raramente, l’uomo. A parte le incertezze che gravano sulla genesi di qualsiasi tumore, per quello della mammella si conoscono alcuni fattori favorenti: le precoce scomparsa del ciclo mestruale o l’arrivo tardivo della menopausa, il primo figlio dopo i 30-40 anni, la nulliparità. Inoltre, il cancro alla mammella, o seno, predilige le donne alte e grasse, i soggetti che ha sofferto in precedenza di cisti o di altri tumori e che hanno familiari che ne sono stati colpiti. Di solito compare nel quadrante supero-esterno della mammella in forma di un piccolo nodulo indolore, normalmente non visibile ma percepibile alla palpazione; dal capezzolo può fuoriuscire una secrezione scura, il capezzolo stesso può apparire retratto mentre l’areola appare più grinzosa e la cute in corrispondenza del nodulo diviene anch’essa grinzosa (fenomeno della “buccia d’arancia”). Nel maggior parte dei casi è colpita una sola mammella e le metastasi si possono estendere ai linfonodi vicini e, attraverso il sangue, alla colonna vertebrale, al femore, al bacino, all’omero, alla tibia ed al polmone.

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Cancro al seno: che cos’é, eziologia, sintomatologia e terapie. L’importanza dell’autopalpazione

Il cancro al seno, se diagnosticato in tempo, può venire asportato chirurgicamente e non comparire più. Tutto dipende dalla precocità della diagnosi. In tal senso, questa può essere quantomeno sospettata dalla stessa donna con un accurato esame mensile, l’autopalpazione, che, se correttamente eseguito, consente di individuare il nodulo fin da quando ha dimensioni ridottissime. Sarà poi compito del medico approfondire sottoponendo la paziente a quegli esami strumentali (biopsia, scintigrafia, mammografia) che consentono di definire la diagnosi con certezza e di programmare in tempi brevi il trattamento. Quest’ultimo consiste nell’asportazione chirurgica di una parte più o meno estesa di tessuto mammario, a seconda dell’estensione e dello stadio di evoluzione del tumore, accompagnata dalla rimozione dei linfonodi regionali; subito dopo l’ablazione, il tessuto tumorale va sottoposto ad esame bioptico per stabilirne con esattezza la natura ed il grado di malignità. All’intervento chirurgico segue un ciclo di terapia radiante o con farmaci antitumorali. La prognosi è molto favorevole se la terapia è stata intrapresa tempestivamente ed il tumore si trova in una fase molto precoce di sviluppo. Sono, tuttavia, opportuni gli esami periodici di controllo per rilevare eventuali segni di recidiva.

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