Coronavirus: in questi giorni si stanno intensificando le presenze sulle spiagge. Quali i rischi contagio in acqua?

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Coronavirus: in questi giorni che vede l’intensificazione dei vacanzieri sulle spiagge italiane, aumentano timori e dubbi. Dopo un mese di giugno che ha registrato scarse presenze sulle spiagge, adesso con luglio la situazione comincia a migliorare.

Ma la domanda e il timore degli italiani adesso è uno solo: il virus è presente nelle acque marine? Ci si può infettare mentre si è in mare? Domande che hanno trovato una risposta abbastanza rassicurante.

Ma che ha preso in considerazione solo un punto preciso delle nostre coste. Sono stati i ricercatori dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale – OGS e del Dipartimento di Scienze della vita dell’Università di Trieste a dare delle spiegazioni.

Gli studi in esame sono cominciati nel mese di maggio in modo da poter dare delle risposte in tempi brevi.

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I dati analizzati hanno dato esito negativo: nessuno dei campioni ha mostrato la presenza dell’RNA del virus

Coronavirus: la ricerca, che ha coinvolto anche le Università americane di San Diego e quella del Colorado, ha dato degli esiti positivi per il tratto di costa marina analizzata. Il mare preso in esame è stato quello del Friuli Venezia Giulia.

Analizzate le acque in cinque punti, dove maggiore è l’affluenza di persone ma anche i possibili scarichi che scaricano a mare. Infatti dallo studio delle acque reflue si è scoperta in Italia la presenza del virus dalle feci.

Nessuno dei campioni analizzati però ha fatto riscontrare la presenza del virus SARS-CoV-2. Che potrebbe scomparire una volta in mare. Questa una delle possibili ipotesi che si potrebbe trarre una volta analizzate le acque su tutto il territorio.

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Questo studio infatti rappresenta il primo passo che potrà portare alla tranquillità anche dei bagnanti, ma una scoperta importante in ottica scientifica.

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