Coronavirus: una mamma irresponsabile ‘no vax’ manda la figlia ad una festa folle ma che purtroppo va di moda

Coronavirus

Coronavirus: la storia della giovane Carsyn Leigh Davis, 17enne di Fort Myers (Usa) ha dell’incredibile. Una vicenda che si macchia di tutti i contorni possibili ed immaginabili. Ignoranza e follia, ma anche stupidità da parte della mamma della giovane.

Si perché in questa storia triste e disperata un ruolo fondamentale lo ha recitato la madre di Carsyn, l’infermiera Carole Burton Davis. Una fanatica anti vaccino e trumpiana. La signora manda la figlia ad un ‘covid party’ in una chiesa.

Ma la giovane si ammala e dopo due settimane muore! Dalle notizie che si apprendono dai media americani si scopre che la donna volesse esporre la figlia volutamente al virus nella convinzione che Carsyn, immunodepressa perché in passato malata di cancro, non avesse avuto conseguenze dal contagio.

Una follia il solo pensiero di poter compiere un gesto del genere. In un paese flagellato dall’emergenza che procura vittime e contagi ogni giorno. Ma già il partecipare a dei ‘covid party’ rappresenta una vera assurdità che necessiterebbe di approfondimenti psichiatrici.

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Quando Carsyn contrae il virus la mamma rifiuta il ricovero in ospedale e decide di curare la figlia a casa

Coronavirus: dopo la partecipazione al ‘covid party’ (feste organizzate con l’intento di farsi contagiare dai positivi per poi diventare immuni) Carsyn contrae il virus. Ma le cose non sono andate come aveva previsto la signora Carole.

La figlia infatti si aggrava pochi giorni. Ma nonostante la gravità della situazione Carole rifiuta il ricovero in ospedale della 17enne. E decide di curare la figlia in casa. Prova a farlo con azitromicina e idrossiclorochina senza alcun effetto positivo.

Poi disperata prova ad avere dei risultati con dell’ossigeno grazie ad una macchina di proprietà del nonno. Ma nessuno di questi rimedi ha avuto l’effetto sperato. Tanto che la donna si è decisa al ricovero in ospedale della figlia. Ma ormai era troppo tardi!

Intubata dopo il 19 giugno, i medici hanno provato a rianimarla in tutti i modi. Anche con la somministrazione di plasma iperimmune.

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Ma purtroppo il quadro clinico della 17enne era già stato compromesso irrimediabilmente. 

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