Silvia Romano, la cooperante convertitasi all’Islam mentre era prigioniera di estremisti islamici, rivendica la scelta di indossare il velo islamico: “Per me è simbolo di libertà”

Silvia Romano: "Per me il velo è simbolo di libertà"
Silvia Romano

La liberazione della cooperante Silvia Romano dopo un anno e mezzo di prigionia ha destato molte più polemiche di quelle che di solito accompagnano il ritorno a casa di nostri connazionali che hanno vissuto la durissima esperienza di essere stati privati della libertà personale da gruppi criminali o terroristici mentre erano impegnati in progetti di cooperazione nei Paesi più poveri del mondo. Alle consuete polemiche sul presunto milionario riscatto pagato per la libertà di Silvia Romano e sull’opportunità di pagarlo dal momento che tale esborso foraggia le organizzazioni terroristiche che investono quel fiume di denaro in armi con cui seminano il terrore in giro per il mondo, si sono aggiunte le contumelie ed i commenti al curaro degli haters, supportati da taluni media, per l’immagine di Silvia con il velo appena sbarcata dall’aereo che l’aveva riportata in Italia, inequivocabile segno della sua conversione all’Islam avvenuta proprio durante la prigionia. Ed ora Aisha, come è stata ribattezzata Silvia dopo la conversione all’Islam, in un’intervista concessa a “La Luce”, oltre a rievocare “come sono diventata Aisha”, ha rivendicato la scelta di indossare il velo perché “per me è un simbolo di libertà”.

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Silvia Romano: “Per me il velo è simbolo di libertà. Quando vado in giro sento gli occhi della gente addosso”

Una dichiarazione che non mancherà di rinfocolare le polemiche in quanto se per Aisha il velo è un simbolo di libertà, nel senso, secondo il Corano, di tutelare la donna dagli sguardi concupiscenti degli uomini, nell’Occidente è l’emblema della sottomissione della donna nel mondo islamico. Del resto, la stessa Aisha ammette che “quando vado in giro sento gli occhi della gente addosso, non so se mi riconoscono o se mi guardano per il velo ma non mi dà particolarmente fastidio, per me il velo è simbolo di libertà“. Che Aisha/Silvia lo consideri un simbolo di libertà lo si può comprendere se si considera quanto l’aver abbracciato la fede islamica l’abbia aiutata psicologicamente ad affrontare la difficile esperienza della prigionia: “Ero disperata, vivevo nella paura per l’incertezza del mio destino. Ma dopo aver accettato la fede islamica, guardavo al mio destino con serenità“.

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