Coronavirus: il governatore della Lombardia racconta le incredibili difficoltà affrontate ad inizio dell’emergenza

Coronavirus

Coronavirus: il governatore della Lombardia Attilio Fontana, ha raccontato i terribili momenti vissuti durante la pandemia. Con la situazione di emergenza data dall’aumento dei malati. Ma non mancano le stilettate al governo.

Per il governatore della regione più colpita dalla crisi infatti molte responsabilità vanno attribuite al governo centrale. Che ad inizio pandemia obbligava fare dei tamponi solo alle persone in contatto con la Cina.

E con quelle che provenivano da quel paese. Poi la situazione è crollata. A Tgcom24 il governatore parla delle centinaia di persone che arrivavano negli ospedali con crisi respiratorie forti. E complicazioni gravi.

Con le terapie intensive piene e le tanti morti. Un emergenza difficile da fronteggiare. Ma per Fontana tutte le regioni hanno lavorato bene. Ma per lui in molto casi hanno le mani legate da leggi che non premiano l’interventismo.

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“Da mesi volevo assumere più medici. Ma le leggi centrali lo impedivano. Avremmo gestito meglio le cose”

Coronavirus: le accuse da parte di Attilio Fontana sono abbastanza forti. In pratica afferma di aver avuto in molti aspetti le mani legate. Perché lui mesi fa avrebbe voluto assumere nuovi medici. Ma le leggi centrali dello stato glielo hanno impedito.

Per questo motivo afferma che “ci siamo trovati ad affrontare il virus a mani nude”. Con scarso personale medico e con tanto materiale che era stato inviato in Cina ad inizio pandemia. Tante le discrasie e le criticità.

Con la situazione che al momento è migliorata e che permette adesso di guardare con maggiore ottimismo il futuro. Bisogna stare sul pezzo ed intervenite in modo tempestivo con i nuovi focolai sul territorio.

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Anche il focolaio di Mantova per Fontana è stato gestito molto bene. Con l’intervento immediato che ha permesso di fermare i contagi.

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