Rivelazioni choc da un audio di una conversazione tra Berlusconi ed il giudice Amedeo Franco: “La sentenza fu una porcheria!”

Audio choc sentenza condanna Berlusconi
L’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi

Nuova bufera sulle toghe, in particolare sugli “ermellini” della Suprema Corte di Cassazione. Al centro delle polemiche non l’ultima puntata delle intercettazioni telefoniche di Luca Palamara, espulso dall’Anm, Associazione Nazionale Magistrati, dopo essere finito sotto indagine dei colleghi della Procura della Repubblica di Perugia per il proprio ruolo di dominus nell’assegnazione da parte del CSM degli incarichi direttivi secondo logiche spartitorie e correntizie come nella “migliore” tradizione del “manuale Cencelli“. Questa volta la pietra dello scandalo è rappresentata da un audio, datato 2013, di una conversazione con Berlusconi del giudice Amedeo Franco, relatore della Sezione Feriale della Cassazione che il 1° agosto del 2013 condannò in via definitiva per frode fiscale Silvio Berlusconi; sentenza che, ai sensi della legge “Severino”, comportò per l’ex Premier la perdita del seggio senatorio e la decadenza da Cavaliere del Lavoro. Ebbene, in tale audi il giudice Franco, nel frattempo deceduto, senza mezzi termini bolla quella sentenza come “un’ingiustizia, una porcheria, un plotone d’esecuzione” in quanto pilotata dall’alto dal momento che “Berlusconi deve deve essere condannato a priori perché è un mascalzone“.

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Condanna Berlusconi, audio choc: “Una porcheria!”.

Tutta Forza Italia, come era facilmente prevedibile, è insorta reclamando non solo la nomina di Berlusconi a senatore a vita a titolo di risarcimento del seggio senatorio perso a seguito dell’ingiustizia subita ma anche l‘istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sull’uso politico e strumentale della giustizia negli ultimi 25 anni. “Abbiamo un disegno di legge di iniziativa popolare per la separazione delle carriere dei magistrati. Basta con i pm che sono divi che scalzano i politici e il caso Palamara non può essere casuale. Anche i garantisti dell’ultima ora verranno tutelati dalla riforma della giustizia. Berlusconi ha subito uno stupro democratico. Sia nominato subito senatore a vita perché espulso illegittimamente dal Senato”, così Anna Maria Bernini, capogruppo al Senato di Forza Italia. Richiesta a cui aderisce anche Italia Viva: Roberto Giachetti, deputato di Italia Viva, ha annunciato in Aula alla Camera che firmerà la proposta di legge di Forza Italia per l’istituzione della suddetta Commissione d’inchiesta. Anche perché, secondo il leader  di Italia Viva Matteo Renzi, “è doveroso far chiarezza su ciò che esce dall’audio del giudice, l‘Italia non può far finta di nulla sulla vicenda“. Con Berlusconi compatto tutto il centrodestra. Per il leader della Lega Matteo Salvini, Silvio Berlusconi “fu vittima di un processo farsa” mentre per Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, “fa rabbrividire l’idea che la legge non sia uguale per tutti“. Intanto, in una nota diffusa dalla Suprema Corte di Cassazione si precisa che il giudice Antonio Franco, Presidente della Sezione della Corte di Cassazione che confermò la sentenza di condanna di Berlusconi per evasione fiscale, “non ha mai in alcun modo subito pressioni né dall’alto né da qualsiasi altra direzione e non subì mai pressioni dalla Procura della Repubblica di Milano con la quale mai ebbe contatto alcuno”. Inoltre, “la motivazione della sentenza è stata sottoscritta da tutti e 5 i magistrati componenti del collegio, quali coestensori della decisione”, si legge sempre nella nota della Cassazione,  “non risulta altresì che il consigliere Amedeo Franco abbia formalizzato alcuna nota di dissenso e il processo si è svolto nel pieno rispetto del giudice naturale precostituito per legge”. In merito è intervenuta anche la Giunta esecutiva dell’Associzione Nazionale Magistrati: “Articoli di stampa e servizi tv hanno fornito all’opinione pubblica una ricostruzione della vicenda processuale sfociata nella condanna dell’allora senatore Berlusconi  basata su gravi e plurime distorsioni di dati di fatto. Si commenta da sé un tale metodo che trascina nella contesa politico-mediatica una persona che non potrà smentire, precisare, spiegare tali pretese dichiarazioni perché nel frattempo Amedeo Franco è deceduto“.

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