Bufera giudiziaria sul Consorzio Autostrade Sicilia: 3 misure cautelari per appalti aggiudicati in cambio dell’assunzione dei familiari di due funzionari

Appalti truccati al Consorzio Autostrade Sicilia: 3 misure cautelari
Appalti truccati al Consorzio Autostrade Sicilia: 3 misure cautelari

Nuovo terremoto giudiziario al Consorzio Autostrade Sicilia. Corruzione, turbativa d’asta, falsità ideologiche, truffa: sono i reati contestati a due funzionari, Angelo Puccia, ingegnere e consigliere comunale di Castelbuono, ristretto agli arresti domiciliari, e Edoardo Schepisi, ingegnere, sospeso dai pubblici uffici, del Consorzio Autostrade Sicilia e a un imprenditore milanese, Fabrizio Notari, legale rappresentante della Notari Luigi, a cui è stata interdetta la partecipazione a nuove gare d’appalto. Nel mirino degli inquirenti è finita l’assegnazione di appalti per le autostrade Messina-Palermo e Messina-Catania e i relativi lavori in un asse viario “già drammaticamente e notoriamente afflitto da gravi carenze strutturali“. Altri cinque imprenditori sono indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Messina, guidata da Maurizio De Lucia, e condotta dalla Dia peloritana.

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Consorzio Autostrade Sicilia, 3 misure cautelari per appalti truccati. Assunzioni di familiari in cambio dell’aggiudicazione degli appalti

Come riferisce l’edizione on line del quotidiano “Giornale di Sicilia”, lo schema corruttivo prevedeva l’assunzione dei familiari dei due funzionari da parte dell’impresa che si aggiudicava l’appalto: paradigmatici in tal senso i “lavori di messa in sicurezza” delle gallerie “Tindari” e “Capo d’Orlando”, lungo la A/20 Messina-Palermo, dall’importo complessivo a base d’asta di circa 25 milioni di euro, aggiudicati nell’anno 2015 all’ ATI Luigi Notari S.p.a. – Costruzioni Bruno Teodoro S.p.a, ditta in cui lavoravano, appunto, familiari e persone vicine ai due funzionari indagati. Inoltre, in occasione dei lavori eseguiti per la riapertura della galleria Sant’Alessio, sull’autostrada A/18 ME-CT, opera di cui Puccia ha curato la direzione dei lavori, piuttosto che preoccuparsi della corretta realizzazione delle opere l’ingegnere, così come scrive il Gip, avrebbe utilizzato il proprio ruolo per “propiziare l’assunzione di un suo uomo di fiducia” nei cantieri del subappaltatore.

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