Napoli: una dodicenne finisce in ospedale dopo essere stata bullizata da alcuni amici per la sua condizione fisica

Napoli

Napoli: una brutta vicenda che subisce una studentessa di dodici anni. Un episodio che si può contestualizzare come bullismo e violenza nei confronti di una ragazza adolescente. Alcuni suoi amici (ma definirli tali risulta difficile) l’hanno bullizzata .

Ma anche stalkerata e minacciata anche con morte. Tutto questo per ‘colpa’ dei chili di troppo. La dodicenne ha vissuto un dramma a causa di quei due ragazzi che le hanno reso la vita come un incubo.

Il mondo dei social purtroppo è anche questo, con questa tragedia sfiorata solo perché la mamma della dodicenne ha denunciato i due ai carabinieri. Si tratta di un 14enne e una tredicene. I due haters hanno minacciato anche la mamma della 12enne.

Che difendeva la figlia anche contattando uno dei genitori dei due adolescenti. Ma senza riuscirci. E così la mamma della 12enne non ha potuto fare altro che presentare una denuncia contro i due. Perché contro la stupidità lancinante non si può fare altrimenti!

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“Attenta alle cose che dici perché poi picchio a te e tua mamma, attenta che io mi suicido dopo che ho ucciso te”

Napoli – dodicenne obesa minacciata anche di morte. Con messaggi che sono davvero molto forti. E che in alcuni casi rappresentano delle minacce assurde. La 12enne ha subito gravi pressioni psicologiche.

Che nel corso del tempo l’hanno portata a non mangiare e ad avere forti mal di testa e pancia. Con il ricovero che si è reso necessario per una sincope. Le sue condizioni per fortuna non sono gravi. Ma isolata e bullizzata da tanti amici soffre in solitudine.

Il tutto è nato nel mese di marzo. Con l’amicizia della 12enne con i due bulli che hanno cominciato a pubblicare delle foto della ragazza che l’hanno gettata nello sconforto. Fino ad arrivare al punto di arrivare a delle minacce assurde del tipo “ti faccio piangere sangue”.

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E anche “Attenta alle cose che dici perché poi picchio a te e tua mamma, attenta che io mi suicido dopo che h ucciso te”. 

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