Coronavirus: il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, conferma l’importante notizia

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Coronavirus: una buona notizia arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, con il desametasone che si può considerare come un farmaco salvavita. E che potrebbe essere usato nella pandemia per arrestare la mortalità da casi gravi.

E’ il segretario dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus che nel breafing quotidiano fa il punto della situazione a darne notizia. Che afferma che lo steroide è potenzialmente da considerarsi come salvavita.

“Un motivo per festeggiare” afferma Ghebreyesus, che conferma che si tratta di fase di sperimentazione. Ma l’ottimismo è alto. Per il numero uno dell’OMS adesso bisogna pensare di aumentare la produzione del desametasone in tutto il mondo.

Per far si che possa essere a disposizione dei cittadini di tutti i paesi. La notizia era già trapelata nei giorni scorsi, ma adesso si ha la certezza con la presa di posizione ufficiale da parte dell’OMS che approva e chiede di aumentarne la produzione.

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Il segretario dell’OMS teme per i tanti contagi che si verificano ancora in alcuni paesi in tutto il mondo

Coronavirus: la notizia del desametasone è importante per tutti i paesi, anche per l’Italia. Che potrà chiedere di aumentare la produzione per fare delle scorte importanti, soprattutto negli ospedali.

Il segretario dell’OMS però avverte tutti i paesi. Notando che in qualche situazione si abbassa la guardia. Tanti i paesi che avevano soppresso la trasmissione del virus adesso fanno i conti con dei nuovi casi.

Questo elemento fa pensare che non si devono abbandonare le misure di sicurezza e che il virus non è sconfitto. Si affronta un delicato equilibrio con i paesi che devono fare in modo che non ci siano altri casi da affrontare.

Con le economie che sono in ripresa e che non possono correre i rischi di una nuova chiusura che sarebbe devastante. Per questo non si dovranno commettere errori di valutazione e far risalire i contagi.

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La situazione è difficile in molti paesi del Sud America, Brasile su tutti. Ma anche Usa e India hanno situazioni difficili.

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