Coronavirus: da Melbourne arriva la smentita riguardo una possibile perdita di carica virale da parte del virus

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Coronavirus: dopo giorni di polemiche tutte italiane e di conferme e smentire, arriva la notizia che rincara la dose. La miccia è stata accesa dal professor Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele di Milano.

Con Matteo Bassetti, infettivologo del San Martino di Genova. I due concordi sul fatto che il virus del Sars-Covid-19 sta perdendo forza e virulenza. Con una carica virale bassa, tanto che Zangrillo parla di virus clinicamente morto.

Con la specificazione che poi arriva: il virus non è scomparso, ma semplicemente non è più violento e mortale come lo era qualche settimana fa. Con i pazienti che arrivano agli ospedali con sintomi sempre meno gravi.

Una ventata di ottimismo che non deve puntare ad abbassare la guardia. Ma che però fa guardare con ottimismo al futuro.

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La doccia fredda arriva dall’Australia con i medici scettici di fronte ad un virus che muta così rapidamente

Coronavirus: dall’Australia, da Melbourne, si contesta questa teoria. Ribattendo invece che è molto strano che un virus possa mutare così rapidamente. Anzi, dall’analisi che i medici del Victorian Infectius Diseases Reference Laboratory si arriva a conclusioni opposte.

Ossia che il virus non fa registrare una carica virale più bassa e questa attenuazione che si registra in Italia non la si nota in Australia. Non si tratta di sicuro di una condizione che porta alla luce fattori esterni come il clima o l’inquinamento.

Ma semplicemente una attenta analisi della carica virale che arriva negli ospedali di Melbourne. Con oltre duecento pazienti sotto osservazione al giorno. Con numeri e situazioni che non portano all’ottimismo registrato in Italia.

Solo nelle prossime settimane si potrà capire chi avrà ragione sulla delicata questione. La disputa è aperta.

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La speranza è nelle convinzioni dei nostri medici, che possano avere ragione. Con la possibilità che in Australia il virus ancora non abbia fatto il suo corso.

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