Due ricerche tra loro non collegate confermano che il rischio contagio da Coronavirus sarebbe enormemente più elevato in luoghi chiusi piuttosto che all’aperto

Coronavirus rischio contagio al chiuso ricerche
(Getty Images)

Secondo due differenti studi, uno a Hong Kong e l’altro in Giappone, gran parte dei contagi si sarebbero verificati in luoghi chiusi. Lo riferisce un servizio di ‘The Atlantic‘. Su 7.324 casi registrati in Cina, solo un focolaio sarebbe avvenuto all’esterno. In questo caso si trattava di un gruppo di uomini che parlava fuori un piccolo villaggio. Stando a una ricerca giapponese, il pericolo di essere infettati in ambienti chiusi è maggiore di quasi 19 volte più rispetto a quelli all’aperto.

Il professor Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico, spiega. “Indubbiamente nei luoghi chiusi la trasmissione del virus è più semplice – sottolinea –. Questo però non ci esime dal mantenere comportamenti di grande prudenza anche all’esterno. Quando non è possibile mantenere una distanza di di 2-3 metri, è sempre utile indossare la mascherina“.

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Coronavirus, anche l’Istituto superiore di sanità in Italia conferma che la maggior parte dei contagi avviene al chiuso

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Nel report della settimana scorsa dell’Istituto superiore di sanità in Italia si legge. “Un’analisi dell’informazione relativa al luogo di esposizione, disponibile per 2.143 casi, diagnosticati a partire dal 1 maggio 2020 ad oggi, ha evidenziato che – si spiega – 1.061 casi (49,5%) hanno contratto la malattia in una residenza sanitaria assistenziale o una comunità per disabili, 520 (24,3%) casi si sono contagiati in ambito familiare, mentre – si evidenzia – 154 casi (7,2%) si sono contagiati in ospedale o in ambulatorio“.

Un’ulteriore conferma sui casi più recenti del Lazio arriva dall’assessore regionale Alessio D’Amato. “I nuovi casi sono cluster familiari, ad eccezione – dichiara – di alcune questioni che hanno riguardato una comunità religiosa e una realtà di natura ambulatoriale del sud Pontino. Sono – sostiene – per lo più casi che si sviluppano in origine familiare“.