Coronavirus: con la ripresa della mobilità dopo il lockdown risale anche il tasso di inquinamento ambientale

Coronavirus

Coronavirus ed effetti sull’inquinamento devastanti della fase 2. Non solo in Italia, ma in gran parte dell’Europa, per non parlare delle capitali extraeuropee. In tutte le zone di lockdown, ma anche dove si è utilizzato lo strumento dello smart working, tanti sono stati gli effetti positivi sull’ambiente.

Nel nostro paese abbiamo potuto ammirare corsi d’acqua o coste marine con fondali cristallini. Da Venezia al lungomare di Napoli, fino ai fiumi come il Po o il Tevere ma anche Arno, puliti come non mai. Ma i benefici nella fase di quarantena hanno riguardato anche la qualità dell’aria. Con auto e mezzi di trasporto inquinanti fermi per settimane.

Insomma, da questa pandemia abbiamo scoperto che il principale nemico dell’ambiente è proprio l’uomo. E che l’ambiente paga a caro prezzo la mobilità, soprattutto nelle grandi città.

–> Leggi anche Coronavirus, buone notizie da Pechino: risultati promettenti dal vaccino 

Lo studio dell’Icos Ecosistem Thematic Centre ha portato alla luce la necessità di forme alternative di trasporto

Coronavirus e fine del lockdown disastroso per l’ambiente. Uno studio dell’Isoc Ecosistem Themaic Centre ha calcolato l’innalzamento del tasso di inquinamento dell’aria in questi giorni nelle città principali d’Europa che arriva fino al 75%.

Un numero impressionante se si calcola che qualche settimana fa le soglie di PM10 o C02 nell’aria erano bassissime. Ma in pochi giorni la macchina inquinante si è rimessa in moto portando la situazione nella drammaticità di inizio febbraio.

Non c’è da meravigliarsi, perché con i milioni di lavoratori che si sono messi in moto con auto e mezzi di ogni tipo per recarsi a lavoro, la situazione non poteva reggere per molto tempo. Anzi, sono bastati pochi giorni per ritornare alla triste normalità.

L’alta intensità del traffico nelle capitali europee ha fatto rialzare le quantità di C02 e Pm10 nell’aria. Anche in una zona come la Lombardia già abbastanza inquinata durante tutto il periodo dell’anno.

–> Leggi anche Coronavirus, il bollettino del 22 maggio: mappa del contagio delle regioni

Coronavirus

Questi dati portano alla luce la necessità di utilizzo di mezzi ad energia pulita come auto elettriche per bandire al più presto l’inquinante petrolio.

–> Leggi anche Coronavirus, Tg Leonardo: “Ricercatore attaccato da pipistrello a Wuhan”