Come segno concreto di vicinanza e di rinascita il comune di Salerno mette gratuitamente a disposizione degli artisti l’Arena del Mare

Arena del Mare gratis per gli operatori culturali
L’Arena del Mare di Salerno

Il 15 giugno prossimo anche i teatri ed i cinema riapriranno i battenti dopo la forzata chiusura decretata dalle autorità per arrestare l’avanzata nel nostro Paese del famigerato coronavirus. Sarà, tuttavia, una ripartenza in tono molto minore: tra artisti, personale dello staff e spettatori non più 200 per volta nei luoghi chiusi, 1000 in quelli all’aperto. Non a caso i big della musica pop hanno già rinviato al 2021 i concerti che avevano in programma per questa estate così come la loro partecipazione ai più importanti festival ed alle kermesse musicali più amate e seguite dai giovani e giovanissimi. Insomma, la cultura rischia un secondo lockdown che potrebbe rappresentare il colpo di grazia per un settore che da sempre è considerato la “cenerentola“, come conferma la scarsa attenzione riservatogli in questi difficili mesi dal governo centrale e da quelli locali, delle attività economiche e produttive. Eh sì, perché gli operatori culturali hanno lottato strenuamente per respingere l’invasione dei loro templi dell’arte da parte degli “ultracorpi” cinesi, per citare il titolo di un famoso film degli anni ’50, ma non possono continuare a farlo a lungo senza il loro pubblico. E proprio per scongiurare tale infausta evenienza l’amministrazione comunale di Salerno mette gratuitamente a disposizione di tutti gli operatori culturali (cinema, musica, lirica, danza, teatro, laboratori, multimedialità) la suggestiva Arena del Mare dal 1° luglio al 30 settembre 2020 (con esclusione del periodo 1 – 20 agosto durante il quale è previsto il cinema all’aperto). Il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, insieme a tutta la giunta comunale, infatti, ha deciso di aprire e offrire – coerentemente con le linea guida del programma “Campania Sicura” messo in campo dal Presidente Vincenzo De Luca – gli spazi dell’Arena per dare un segno concreto e tangibile di vicinanza e sostegno a tutti gli operatori culturali prostrati e messi in ginocchio da questo drammatico periodo di crisi dovuta dal covid-19. L’Arena si trasformerà, così, in un luogo di condivisione, cultura, ma anche speranza e voglia di rinascere. I salernitani, le famiglie e i turisti che sceglieranno Salerno come meta per le loro vacanze, infatti, potranno così non solo ritrovarsi dopo un lungo e difficile periodo di isolamento ma forniranno anche un contributo alla sopravvivenza di un settore, quello culturale, vitale per la nostra società.

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Salerno, l’Arena del Mare gratis per gli artisti. L’impegno per la formazione dei giovani del Prof. Giordano

Nel fervore sperimentalista degli anni ’50 e ’60 si affermò il c.d “nouveau roman“, una corrente letteraria che accomunava artisti che propugnavano la rottura con i codici e con la struttura del romanzo tradizionale ottocentesco in favore di un orientamento decisamente antinaturalistico e di un descrittivismo esasperato conseguente alla polverizzazione della trama e dei personaggi. Umberto Eco fu tra gli studiosi che ne delinearono la cornice teorica coniando l’espressione “metafora epistemologica“, nel senso che l’arte e la letteratura devono riflettere gli ultimi sviluppi della scienza; di conseguenza, prima la fenomenologia di Husserl incentrata sulla “epoché“, che da  sospensione del giudizio per gli scettici antichi diventa per il filosofo tedesco la “messa in parentesi“, senza negarla, della realtà descritta dalla scienza, e soprattutto la meccanica quantistica i cui cardini sono il Principio di Indeterminazione di Heisenberg, non si possono calcolare con il medesimo grado si accuratezza la velocità e la posizione di una particella subatomica ma o l’una o l’altra, e la c.d. sovrapposizione degli stati: la particella subatomica è nello stesso tempo “A” e “non A” finché non si provvede alla misurazione; nel famoso esperimento mentale di Schrodinger, “il gatto è contemporaneamente vivo e morto” finché l’operatore non apre la scatola per verificare se appunto se il gatto ivi rinchiuso è stato ucciso o no dal cianuro. Ebbene, per Eco tali acquisizioni della scienza stridono con la rigida struttura deterministica basata sulla diacronica e logica successione di causa/effetto del romanzo tradizionale. Orbene, sulla scorta della metafora epistemologica, il cinema ed il teatro, la cultura in generale, dovranno farsi anche “metafora epidemiologica” sia in quanto medium per interpretare e metabolizzare lo stravolgimento delle nostre esistenze ad opera del coronavirus che per la necessità di innovare gli stili di recitazione, la grammatica e la sintassi del loro rispettivo linguaggio imposta dalle misure di distanziamento che, per quanto allentate, restano in vigore anche nella Fase 2. Un compito gravoso che, pertanto, richiederà anche l’apporto dei giovani che istintivamente sono più aperti al nuovo ed a tentare strade non ancora battute. Tuttavia il solo talento da solo non è sufficiente dal momento che va sgrezzato, affinato e soprattutto guidato: come insegnava, infatti, Leonardo da Vinci: “Quelli che s’innamorano di pratica sanza scienzia son come ‘l nocchiero che entra in navilio senza timone e bussola, che mia ha certezza dove si vada. Sempre la pratica deve essere edificata sopra bona teorica”. Ed in tal senso si inserisce la meritoria opera del Prof. Francesco Giordano il cui Laboratorio di Produzioni Audiovisive, Teatrali e Cinematografiche, attivato presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Istituto Universitario “L’Orientale” di Napoli, che, lezione dopo lezione, si sta confermando come una sorta di compendio virtuale di un Corso di Laurea in Scienze dell’Audiovisivo: prova ne è l’ultimo incontro in streaming con ospite d’eccezione Maurizio Gemma, Direttore della Film Commission della Regione Campania, che, partendo dalla citazione di Jean Cocteau, “il cinema è un’arte che ha bisogno dell’industria”, ha illustrato tutte le enormi ricadute economiche su quei territori che fungono da location, o ospitano set, per le produzioni cinematografiche e televisive. Un’offerta formativa a 360°, dall’impianto normativo del comparto dell’audiovisivo ai suoi aspetti più propriamente creativi come la sceneggiatura e la regia passando per quelli tecnici come la fotografia e i modelli di telecamera più avanzati, che in quanto tale va nella direzione auspicata da Eric Heffer: “Durante i periodi di cambiamento chi sa imparare erediterà la terra, mentre chi sa e basta si troverà ben equipaggiato per affrontare un mondo che non esiste più”. Ebbene, al termine del suddetto Laboratorio, gli studenti del Prof. Giordano avranno acquisito un tale corpus di strumenti innovativi e di conoscenze del mondo dell’audiovisivo che saranno non solo “erediteranno la terra” ma potranno anche conquistare l’Eldorado di celluloide.

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