Bagarre al Senato durante il dibattito sull’informativa di Conte. Salvini, infastidito dal brusio dei senatori Pd e M5S, è sbottato: “Non c’è nulla da ridere, chiedo rispetto per i 30 mila morti

Salvini al Senato: "Chiedo rispetto per i 30 mila morti"
Il leader della Lega Matteo Salvini

Toni accesi ieri nelle Aule della Camera dei Deputati e del Senato durante dibattito successivo all’informativa del Premier Conte sulla Fase 2 dell’emergenza epidemiologica di covid-19. A dare fuoco alle fiamme l’intervento del deputato pentastellato Riccardo Ricciardi che ha motivato gli attacchi al governo come finalizzati ad estendere su tutto il territorio nazionale il modello sanitario lombardo che, però, alla prova dei fatti, l’epidemia di coronavirus, ha mostrato tutta la propria fragilità ed impreparazione a fronteggiare la relativa emergenza sanitaria. Accusa che ha scatenato le immediate e rumorose proteste dei deputati leghisti che con urla, pugni sugli scranni e scandendo lo slogan “buffone, buffone” hanno impedito al deputato grillino di continuare il suo intervento tanto da costringere il Presidente della Camera Roberto Fico a sospendere la seduta. Poche ore dopo la replica al Senato con protagonista il leader della Lega Matteo Salvini; infastidito dal mormorio dei senatori del Pd e del M5S, Salvini è sbottato: “Non c’è nulla da ridere, chiedo rispetto non per me ma per i 30 mila morti e per chi non ha i soldi per vivere“.

LEGGI ANCHE –> Fase 2, Conte: “Lavoro? Il governo si impegna per un obiettivo principale”

Salvini al Senato: “Non c’è niente da ridere”. A Mattarella: “Quale serenità dai giudici?”

Come detto, ieri Salvini si è presa la scena mediatica, come non gli succedeva da tempo a causa dell’emergenza legata all’epidemia di coronavirus che lo ha messo in ombra facendo nel contempo salire alla ribalta il Premier Conte ed i virologi, anche per le indiscrezioni, rilanciate dal quotidiano “La Verità”, su una chat di magistrati nella quale i togati concordavano sulla necessità di attaccare l’allora vicepremier e Ministro dell’Interno per il Decreto legge “Sicurezza”. “Con quale serenità potrà esprimersi la giustizia? Il Capo dello Stato ritiene normali questi toni?“. Così il leader della Lega invocando un intervento di Mattarella. “C’è un’indagine che ha portato alla luce delle intercettazioni inviate anche al Ministero della Giustizia che valuterà eventuali azioni disciplinari all’esito delle valutazioni dell’Ispettorato”, ha assicurato il Guardasigilli Alfonso Bonafede.

LEGGI ANCHE –> Roma, sequestro di beni per 43 milioni di euro per frode fiscale