Coronavirus: il paziente uno in Italia in un intervista racconta la sua esperienza durante e dopo la malattia

Coronavirus

Coronavirus in Italia ufficialmente dal 20 febbraio. Da quando è stata confermata la positività al tampone a Mattia Maestri, il 37enne di Codogno. La cronaca di quei giorni confusi è ormai nota.

Con la prima avvisaglia di quella polmonite strana che il 17 era stata diagnosticata a Mattia. Che torna a casa e continua a stare male. Poi tre giorni dopo il ritorno in ospedale e la malattia. Con la terapia intensiva e la guarigione.

Passando per due momenti che segneranno per sempre la sua vita. La scomparsa del padre e la nascita della figlia. Tutto a pochi giorni dal suo ritorno a casa. Il 373nne di Codogno concede un intervista esclusiva a Sportweek. Confermando la sua passione per lo sport.

A tre mesi esatti dall’inizio di una storia che non avrebbe mai pensato di poter raccontare, parla di alcuni aspetti che gli hanno dato molto fastidio. Per una notorietà che non è stata mai cercata o richiesta.

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Mattia, grande appassionato di sport, non vede l’ora di rimettersi a correre e dimenticare le amarezze vissute

Coronavirus, tre mesi fa l’inizio di un incubo per Mattia. Ma anche per milioni di italiani. Il paziente uno in Italia racconta a Sportweek la sua esperienza. Soffermandosi sulle tante falsità sul suo conto che gli hanno dato fastidio.

Nell’intervista Mattia parla della sua passione per lo sport, e della mancanza dell’attività che gli manca tanto. Racconta degli amici del gruppo podistico “Codogno 82”. I suoi amici che lo hanno difeso durante la malattia. E che sono stati vicini alla sua famiglia.

Le bugie che sono state raccontate sul suo conto partono dalla cena con un cinese. Ma anche da un suo presunto rifiuto di ricovero. Tutte bigie afferma Mattia. Come sono sempre false le notizie sulle due maratone corse in una settimana.

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Notizie che gli hanno dato enormemente fastidio. Non gli ha pesato l’etichetta di paziente 1. Ma la popolarità inaspettata si.

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