Terremoto giudiziario nella Sanità pubblica siciliana: arrestati 10 tra funzionari pubblici ed imprenditori tra cui il manager anti-covid

Corruzione nella Sanità pubblica siciliana: arrestato manager anti-covid
Corruzione nella Sanità pubblica siciliana: arrestato manager anti-covid

Dopo quello che si è verificato stanotte in mare tra l’Italia e la Grecia, la cui onda sismica ha lambito anche le coste della Trinacria orientale, un altro terremoto, questa volta giudiziario, ha investito la Sanità pubblica siciliana: 10 imprenditori e funzionari pubblici sono stati tratti in arresto al termine delle indagini per un giro di tangenti ed appalti pilotati nella Sanità siciliana. Le indagini sono state condotte dai militari del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Palermo con intercettazioni telefoniche e ambientali, appostamenti, pedinamenti, videoriprese, analisi documentali e dei flussi finanziari. Tra i destinatari delle suddette misure restrittive figurano anche Antonio Candela, Coordinatore della struttura regionale per l’emergenza Covid-19, e Fabio Damiani, Direttore  Generale della Asp 9 di Trapani nonché ex responsabile della Centrale Unica di Committenza della Regione. Disposto il sequestro di 7 società con sede legale in Sicilia e Lombardia. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di corruzione.

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Bufera giudiziaria nella sanità siciliana: arrestato manager anti-covid. “Pubblici ufficiali infedeli ed imprenditori senza scrupoli”

Gli arresti nella Sanità siciliana sono scaturiti da indagini che hanno smascherato “pubblici ufficiali infedeli, faccendieri e imprenditori senza scrupoli disposti a tutto per ottenere appalti milionari”. Così il colonnello Angelini, Comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Palermo. Sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti, come ragguaglia l’edizione on line della “Gazzetta del Sud”, sono finite 4 procedure ad evidenza pubblica interessate da condotte di turbativa tra cui la gara bandita dall’Asp 6 del valore di 17 milioni e 635 mila euro per la gestione e la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali e quella, bandita dalla Centrale Unica di Committenza, per i servizi integrati manutenzione apparecchiature elettromedicali del valore di 202 milioni e 400 mila euro. Dazioni di denaro e gare manipolate emergono dalle intercettazioni citate dall’edizione on line del “Giornale di Sicilia”: “Ricordati che la sanità è un condominio, io sempre capo condominio rimango”, dice Candela senza sapere di essere intercettato. In altre si fanno espliciti riferimenti ad  “aggiustamenti” delle gare, “Abbiamo cambiato la busta“, e ad spartizioni, “I 100 li dividiamo in due“.

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