Coronavirus, incredibile ad Ariano Irpino: una donna ha scoperto di essere positiva dopo 18 giorni di lavoro

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Coronavirus: incredibile quello che è successo ad Ariano Irpino, in provincia di Avellino. Una donna ha scoperto di essere positiva al tampone dopo 18 giorni. Un tempo lunghissimo dove ha continuato a lavorare, senza attendere una risposta da parte dell’Asl.

Ariano Irpino è uno dei comuni più colpiti d’Italia nell’emergenza, con un numero di contagiati molto alto in rapporto alla popolazione. Si apprende che la donna è stata sottoposta a tampone tre settimane fa.

Ma siccome non mostrava dei sintomi particolari, ha continuato a lavorare senza problemi in un negozio di alimentari nel paese avellinese. E lo ha fatto per 18 giorni, quasi dimenticando forse di dover ricevere una risposta da parte dell’Asl.

Questa è solo una delle tante storie che emergono nei contesti di tutta Italia da inizio epidemia. Che spiegano in parte tutti gli aumenti dei contagi.

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Il ritardo del risultato del tampone a causa di un errore tecnico nei sistemi della società addetta ai controlli

Coronavirus, storia assurda quella che arriva da Ariano Irpino. Con la donna che scopre di essere positiva al tampone dopo 18 giorni di lavoro. Allertata dall’Asl, scopre la sua positività con un clamoroso ritardo.

Un tempo inaccettabile ed incomprensibile. Che viene spiegato dalla società Biogem di Ariano, la società che ha avuto la commissione dalla Regione Campania per eseguire 500 tamponi al giorno.

Un errore tecnico del sistema ha generato ritardi clamorosi nell’attesa. La società ha dovuto correre ai ripari allertata da segnalazioni di persone in attesa di risposte del tampone. Cosa che non ha fatto la donna che senza farsi troppi problemi ha continuato a lavorare.

Colpe che quindi vanno a tutte le parti chiamate in causa. Con le responsabilità principali e maggiori che vanno all’azienda addetta ai tamponi. Perché 18 giorni di ritardo sono inammissibili.

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A volte servirebbe anche buonsenso da parte delle persone. La donna avrebbe infatti potuto pensare di informarsi e chiedere notizie prima dei 18 giorni.

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