Il boss del clan di camorra dei “Vanella-Grassi” continuava a dirigerne gli affari pur essendo detenuto in regime di 41 bis: 7 arresti e sequestro di beni per 10 milioni

Boss della camorra continuava a fare "affari" pur essendo detenuto in regime di 41 bis
Boss della camorra continuava a fare “affari” pur essendo detenuto in regime di 41 bis

In queste ore sono in discussione nell‘Aula del Senato le due mozioni di sfiducia individuale presentate rispettivamente dal centrodestra e da “Più Europa” nei confronti del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, in particolare, per il trasferimento ai domiciliari di oltre 400 boss della criminalità organizzata in regime di 41 bis durante la fase 1 dell’emergenza epidemiologica da covid-19. Eppure un boss della camorra continuava a curare i propri illeciti affari sebbene fosse detenuto  proprio al 41 bis, il regime di “carcere duro” che dovrebbe impedire contatti tra i malviventi e il contesto criminale esterno al penitenziario. Lo ha scoperto Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della la Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Napoli che, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 7 persone (5 in carcere, 2 obblighi di dimora e divieto di esercizio di impresa e di uffici direttivi di imprese).

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Camorra, boss faceva “affari” in regime di 41 bis: 7 arresti. Affari

I 7 raggiunti dai predetti provvedimenti cautelari devono rispondere delle accuse di associazione di stampo mafioso, estorsione, illecita concorrenza, intestazione fittizia di beni, riciclaggio e reimpiego di proventi illeciti; inoltre, sono stati sottoposti a sequestro beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro, tra cui 11 società, svariati automezzi ed un’imbarcazione; beni che, sulla base degli elementi finora raccolti, sarebbero il frutto delle attività criminali del clan. Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare c’è anche Antonio Mennetta, considerato capo dell’organizzazione camorristica Vanella-Grassi: quest’ultimo, sebbene sottoposto al regime detentivo del 41 bis, ha continuato a dirigere il clan imponendo il reinvestimento dei profitti delle relative attività delinquenziali in società operanti nei settori della vigilanza privata ed immobiliare ed anche in imprese collegate all’emergenza sanitaria da covid-19 come attesta l’acquisizione di incarichi nel campo della sanificazione dei locali.

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