Coronavirus: il virologo Guido Silvestri ha spiegato il calo dei ricoveri dei pazienti gravi nelle terapie intensive

Coronavirus

Coronavirus e dibattito tra esperti sulla pericolosità del virus in Italia. In questa fase abbiamo ascoltato da più parti ipotesi di perdita di virulenza e minore pericolosità della malattia. Con esperti pareri dalla scienza che però non si sono mai sbilanciati.

Le terapie intensive che si svuotano e i casi di insufficienze respiratorie che si verificano con sempre minore frequenza portano a pensare ad ipotesi del genere. Inoltre, i dati rassicuranti dei bollettini quotidiani, compreso quello di oggi 18 maggio, fanno ben sperare.

Anche il noto virologo Guido Silvestri, con la sua rubrica quotidiana fu Facebook, cerca di fare il punto della situazione. Per cercare di dare una spiegazione corroborata dalla scienza e non solo dai numeri, per capire l’andamento della curva del contagio in Italia.

E’ evidente che il calo è in atto, nonostante la parziale apertura che si è avuta dal 4 maggio con la fine del lockdown totale.

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Il virologo prende in esame tre fattori che portano a capire che il virus possa essere in una fase calante di virulenza

Coronavirus ed effetti della fase 2 sulle persone. In effetti si temevano molto questi giorni, dopo le aperture parziali del 4 maggio. Si pesava ad un innalzamento della curva dei contagi che per fortuna non c’è stato.

Il virologo Guido Silvestri ha elaborato un suo studio che ha portato ad una conclusione molto convincente. Prendendo in esame un periodo temporale che va dal 29 febbraio al 17 maggio ha notato un calo dell’indice di gravità media del virus.

Che viene calcolato in base ai casi di positività totali e pazienti delle terapie intensive. Ebbene, questo rapporto è sceso in modo netto passando nel periodo in esame dal 8-10% all’1,1%. Prendendo in esame poi gli ultimi 50 giorni Silvestri arriva ad altre conclusioni.

Dal 30 marzo al 17 maggio l’indice cala dal 5,5% all’1,11% prendendo in esame tre parametri come il numero dei tamponi totali effettuati e quello dei pazienti asintomatici che potrebbero falsare il dato dei positivi.

Terzo parametro quello della possibile perdita di virulenza del virus che potrebbe colpire in maniera meno potente le persone. Da questa analisi molto dettagliata il virologo arriva alla conclusione che ci sia una riduzione della gravità clinica della malattia.

Allineandosi alle tesi di altri virologi ed esperti, ma argomentando con i numeri la sua convinzione e non solo su supposizioni.

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Un crollo che è sotto gli occhi di tutti e che viene favorito anche dal clima che attenua tutti i virus stagionali. Quindi non si tratterebbe per Silvestri assolutamente di una novità.

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