Falsa ripartenza del calcio: nuovo rinvio degli allenamenti collettivi. Inoltrata dalla FIGC al Ministero dello Sport la versione aggiornata del protocollo sanitario

Rinvio allenamenti collettivi

Sabato è ripartita la Bundesliga, dopo lo stop forzato per il lockdown resosi necessario per arginare la diffusione del coronavirus, in un clima surreale, con stadi vuoti, divieto di festeggiamenti ed abbracci dopo i gol, ma con il record di ascolti televisivi: audience, infatti, triplicata rispetto ai match pre-epidemia. In Italia, invece, nuovo differimento, di almeno 24 ore, della ripresa degli allenamenti collettivi: il Comitato tecnico-scientifico non ha ancora convalidato le linee guida per gli sport di squadra. Pertanto attualmente restano in vigore le direttive che autorizzano solo gli allenamenti individuali. La Lega di Serie A, per superare tale impasse ed evitare l’obbligo del ritiro nelle settimane precedenti alla ripresa, ha integrato il protocollo già presentato al Comitato tecnico-scientifico con un numero maggiore di esami e tamponi.

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Calcio, nuovo rinvio: niente allenamenti collettivi. Consegnata al Ministero dello Sport la versione aggiornata del protocollo

Il Ministro delle Politiche giovanili e dello Sport Vincenzo Spadafora ha comunicato di aver ricevuto dalla FIGC la versione del protocollo sanitario aggiornato alla luce dei rilievi riscontrati dalla Lega di Serie A. Il documento è stato trasmesso al Comitato tecnico-scientifico che si pronuncerà fra 3-4 giorni. Tuttavia, sul nodo principale, l’obiezione dei club al ritiro blindato ed alla quarantena automatica per tutti in caso di positività di un tesserato, potrebbe essere necessario attendere una dozzina di giorni per osservare l‘andamento della curva epidemiologica. Intanto per Enrico Castellacci, ex responsabile staff medico della Nazionale nonché Presidente dell’Associazione medici del calcio, si può ripartire purché le linee guida del protocollo sanitario siano applicabili: “Via il 13 giugno? Penso si possa fare ma solo se finalmente si prendono decisioni. Si potrà giocare, cercando magari di rischiare il meno possibile. Per poter fare questo bisogna che finalmente vengano proposte quelle famose linee guida di cui si parla da mesi e che non vengono fuori concretamente. Devono essere linee guida che possono essere applicate. Finora sono stati fatti protocolli non applicabili“.

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