Sigilli a 4 esercizi commerciali, tra bar e ristoranti, a marchio “Katanè”, per un valore complessivo di 5 milioni, nella disponibilità di un boss della camorra vicino al clan “Amato-Pagano”, attivo nella zona a nord di Napoli

Roma, beni per 5 milioni sequestrati a boss vicino agli "Scissionisti"
Roma, beni per 5 milioni sequestrati a boss vicino agli “Scissionisti”

La Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Roma ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di 4 tra bar ed esercizi di ristorazione brandizzati “Katané” per un valore complessivo di 5 milioni di euro. Il provvedimento è stato chiesto dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina e disposto dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma. I beni sequestrati erano nella disponibilità di Gaetano Vitagliano, classe 1974, tratto in arresto nel 2017 nell’ambito dell’operazione “Babylonia”e ritenuto al vertice di una associazione per delinquere dedita al riciclaggio e all’intestazione fittizia di beni nonché contiguo al clan degli Scissionisti egemone nella zona a nord di Napoli.

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Roma, sequestro di beni per 5 milioni di euro a un boss della camorra vicino al clan degli “Amato-Pagano”

Gli investigatori hanno evidenziato nel corso delle indagini il possesso di beni di valore sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati. Vitagliano, 46 anni, come anticipato, è “contiguo al clan di camorra degli Amato-Pagano (i cosiddetti Scissionisti) operante a nord di Napoli”. Il 46enne è stato condannato nel dicembre 2018 a undici anni e mezzo di reclusione e alla confisca di beni per altri 9 milioni di euro, frutto, secondo gli investigatori, del reimpiego dei proventi del traffico di droga. Come riporta l’edizione on line del Corriere della Sera, già nel 2017 furono sequestrati il bar Mizzica di via Catanzaro, vicino piazza Bologna, e di piazza Acilia (quartiere Trieste), poi affidati a un amministratore giudiziario. Ma le indagini del Comando Provinciale delle Fiamme Gialle sono proseguite sulle nuove attività aperte fra il 2018 e il 2019 da ex dipendenti di quelle sequestrate. Da qui un supplemento di accertamenti che ha portato all’emissione di ulteriori provvedimenti.

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