Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha rilasciato alcune dichiarazioni sull’ipotesi di una seconda ondata di contagi di Coronavirus in Italia

Coronavirus Italia ministro Speranza seconda ondata
(Getty Images)

In Cina, nella area a Nordest di Pechino, si è di nuovo tornati nel lockdown a causa a causa di una seconda ondata di casi di Coronavirus. Le autorità locali hanno chiuso tutte le zone urbane e i paesi. Ci si chiede quindi se, dopo le settimane difficili vissute in Italia, possano esserci nuovi contagi di ritorno anche nel nostro Paese. In questo senso il ministro della Salute Roberto Speranza ha tentato di rispondere a questa domanda, anche se anche non semplice prevedere come evolverà la situazione.

E’ un Paese più pronto, noi non sappiamo cosa avverrà nei prossimi mesi – ammette –. Alcuni scienziati parlano dell’ipotesi di una seconda ondata. Dobbiamo essere pronti e lavoreremo da domani mattina, con le regioni, per rendere forti e rigorosi i nostri ospedali e le strutture sanitarie“, prosegue. L’uomo aggiunge. “Lo faremo investendo sul personale mettendo in campo 240 milioni per nuove assunzioni (finora ne sono state fatte 23.000), e 190 milioni per gli incentivi“.

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Coronavirus Italia, virologo Crisanti: “Seconda ondata sarà ridotta ma potrebbe tornare dall’estero”

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Stando al ministro della Salute, pare che in Italia siamo pronti a un’eventuale nuova emergenza. Non tutti però sembrano convinti ricordando il precedente di gennaio, quando alcuni affermavano lo stesso nel momento in cui il Coronavirus pareva essere un problema che non dovesse interessare il nostro Paese.

L’esito purtroppo lo conosciamo tutti. In breve tempo siamo saliti in testa nella classifica del numero di casi al mondo e nelle prime posizioni per quanto riguarda le vittime e la diffusione dell’epidemia. All’epoca certe previsioni non si rivelarono azzeccate.

Si spera dunque che le parole del ministro Speranza siano corrette e soprattutto che una seconda tornata di casi non tocchi l’Italia. Secondo il virologo Andrea Crisanti, “la seconda ondata di contagi sarà ridotta in Italia, ma – sottolinea – l’epidemia potrebbe tornare dall’estero e quindi bisogna controllare gli aeroporti, tracciare chi arriva e fare tamponi mirati. Servono accordi internazionali“.