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Malaria: periodi di incubazione, sintomi e terapie
La zanzara “Anopheles”

Tra i farmaci che hanno dato un riscontro positivo nel curare i contagiati dal coronavirus figurano quelli antimalarici. Ma che cos’è la malaria e qual è la sua eziologia? La malaria è una malattia infettiva provocata da parassiti del genere Plasmodium che vengono trasmessi all’uomo dalla zanzara “Anopheles”. Nel dettaglio: il Plasmodium vivax provoca la febbre terzana benigna, il Plasmodium falciparum quella maligna, il Plasmodium malariae causa la febbre quartana (la denominazione “quartana” e “terzana” si riferisce all’intervallo di giorni dopo il quale ricorre la febbre). I parassiti malarici si riproducono in due cicli evolutivi: uno nella zanzara (fase sessuale) e l’altro nell’uomo (fase asessuata). Nella zanzara i parassiti, succhiati con il sangue dell’uomo, evolvono in microgametociti, forme maschili, e macrogametociti, cellule uovo. Questi due elementi si uniscono formando “anfioni“, i quali, divenuti “sporozoiti” nell’intestino della zanzara, risalgono nelle ghiandole salivari e vengono inoculati all’uomo attraverso la puntura. Nell’uomo, come detto, ha luogo la fase asessuata di vita del parassita malarico: gli sporozoiti invadono i globuli rossi trasformandosi in “trofozoiti” e  in “merozoiti”. Indi i globuli rossi parassiti si rompono liberando merozoiti, i quali vanno a parassitare altri globuli rossi. Poiché ad ogni ciclo corrisponde un accesso febbrile, insorge una febbre intermittente ogni tre o quattro giorni. Pur essendo pressoché scomparsa nei Paesi occidentali, la malaria è ancora endemica nelle regioni subtropicali, tropicali ed equatoriali dove prevale il Plasmodium falciparum. La caratteristica che accomuna le tre forme di malaria umana è l’accesso febbrile che esordisce con lunghi brividi di freddo ed aumento della termperatura sino a 39-40°C; la febbre recede dopo 10-12 ore con intensa sudorazione. La ricomparsa degli accessi varia in rapporto alla natura del parassita responsabile.

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Malaria: periodi di incubazione e terapie

La terzana benigna, che ha un periodo di incubazione di 10-12 giorni, mostra accessi febbrili ogni 48 ore e tende a recidivare con facilità.

La terzana maligna, che ha un periodo di incubazione di 8-12 giorni, presenta attacchi febbrili ogni 48 ore ma la febbre è spesso irregolare e può anche ricomparire ogni giorno. Determina un’anemia piuttosto intensa, con grave deperimento organico, e, se non ben trattata, ha esito negativo.

La quartana, che ha un periodo di incubazione si 20-30 giorni, causa accessi febbrili ogni 72 ore (1 accesso febbrile + 2 senza febbre) e tende a persistere a lungo.

Il trattamento terapeutico si basa sulla somministrazione di antimalarici: chinino, clorochina, primachina, amodiachina, meflodina, tetraciclina. La profilassi prevede l’assunzione di clorochina o amodiachina una volta la settimana a partire da una settimana prima dell’arrivo nella zona endemica sino a sei settimane dopo il rientro. Per i Paesi dove il Plasmosdium falciparum è noto essere resistente alla clorochina, la profilassi si basa sull’assunzione di meflodina.

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