Coronavirus: famiglie con coniugi lavoratori in difficoltà in questa emergenza, con i bambini costretti ancora a casa

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Coronavirus: emergenza che colpisce tutti i settori dell’economia. Anche se ci sono lavoratori ed imprenditori che non hanno mai risentito della crisi grazie allo strumento dello smart working. Mentre ce ne sono altri che sono fermi da mesi.

Alla riapertura, oltre a queste criticità già presenti, se ne stanno aggiungendo altre. Come per esempio possono essere quelle dei genitori che sono rientrati a lavorare ma che hanno figli piccoli.

Con le chiusure degli asili e dei nidi la situazione per queste famiglie resta davvero complicata. Con l’impossibilità da parte di baby sitter ed altri familiari impossibilitati nel poter dare una mano a mamme e padri.

Si calcola che siano 3,4 milioni i bambini fino sei anni di età che sono rimasti a casa in questi mesi di emergenza. Con danni innumerevoli per genitori e mondo del lavoro.

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Con le strutture per i più piccoli che restano chiuse c’è il rischio dell’apertura di centri abusivi e non autorizzati

Coronavirus: sono oltre 3 milioni i bambini a casa in quest’emergenza. Con nidi ed asili chiusi almeno fino alla riapertura prevista per il mese di settembre. Una situazione pesante per i genitori che sono rientrati a lavoro e che non hanno la possibilità dello smart working.

La stima di Uecoop (Unione europea delle cooperative) lancia l’allarme per mamme e papà che stanno vivendo queste difficoltà. Il rischio è quello di vedere sorgere strutture abusive e non autorizzate che si potrebbero sostituire alle altre che rimangono chiuse.

Il governo in queste ore sta lavorando nel DL Rilancio alla possibilità sia per le baby sitter di avere un aumento di sussidio fino a 1200 euro. Ma anche per i genitori di avere permessi e congedi parentali fino a 30 giorni.

Insomma, misure a tutele dei genitori in questa delicata fase. Uecoop fa sapere che ci sono sul territorio circa 7000 cooperative sociali pronte a dotarsi delle strutture necessarie per dare un aiuto alle famiglie.

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Dando lavoro ad oltre 300mila lavoratori, le cooperative potrebbero garantire il giusto supporto alle famiglie in difficoltà in questi mesi.

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