Dopo un mese passato in coma farmacologica, Claudio Massai, 68 anni, riapre gli occhi:”Pensavo fossero tutti morti e Credevo che fossi rimasto solo io in vita”.

Coronavirus, si risveglia dopo un mese "credevo che fossi rimasto solo io in vita"
L’uomo era in coma farmacologico

Claudio Massai si è risvegliato dopo un mese di coma farmacologico. Ha vissuto un vero proprio incubo. Tutto è iniziato lo scorso 13 marzo, quando è tornato a casa e non si sentiva bene “Era pomeriggio e passeggiavo con mia moglie. Lo facevamo spesso ma quella volta è stato diverso, dopo pochi passi mi sono accorto che mi mancava il fiato. Giunto a casa, oltre ad avere la tosse secca, mi è salita la febbre.

Claudio Massai è stato ricoverato per 44 giorni al nosocomio aostano

Nei giorni successivi ho avvertito una perdita parziale del gusto e le condizioni generali sono peggiorate. Qui inizia a comparire il famoso ‘saturimetro’ e purtroppo segnala che la saturazione decresce giorno dopo giorno”.

Così avvertono il 112 e viene ricoverato al nosocomio aostano per ben 44 giorni, dove è stato dal 16 marzo al 29 aprile scorsi.

LEGGI ANCHE—>CORONAVIRUS, UNO STUDIO CINESE RIVELA “TROPPO PRESTO PER LA FASE 2 IN ITALIA”

“La situazione in ospedale è precipitata in pochi giorni. Dagli occhialini per ossigeno sono passato alla maschera, poi al casco, per finire in rianimazione intubato in coma farmacologico. Dopo dieci giorni mi hanno tracheotomizzato e lentamente risvegliato”.

Però prima di ritornare in sè, Massai sentiva delle voci che lo incoraggiavano a non mollare.”Mi ricordo solo alcune voci che mi incoraggiavano dicendo ‘Forza Claudio, ce la puoi fare, la tua famiglia ti aspetta a casa!’. E una preghiera recitata da un diacono e da una infermiera, che mi teneva la mano. Da quel momento ha avuto inizio un periodo tremendo di incubi e allucinazioni, in cui vedevo la testa staccata dal corpo, la telecamera appesa alla parete che veniva ad aggredirmi”.

LEGGI ANCHE—>FASE 2, VERSO IL 18 MAGGIO:” CI SARANNO DELLE APERTURE, MA NON PER TUTTI”

L’aspetto peggiore di tutta questa faccenda è stata “La lontananza dalle persone care e il vivere senza la loro presenza in un momento così difficile. Non sono mai stato abituato a vivere in solitudine i dolori e le malattie”.

Coronavirus, si risveglia dopo un mese "credevo che fossi rimasto solo io in vita"
Claudio Massai ora è tornato a casa

Ora Claudio Massai si trova finalmente a casa e dice “mi sembra un sogno. Ogni giorno lo vivo come un dono. Sono di nuovo alle prese con il saturimetro, ma questa volta con un altro spirito, perché vedo piccoli miglioramenti quotidiani”.