Secondo una ricerca, runner dovrebbero aumentare la distanza gli uni degli altri per evitare possibili contagi da Coronavirus

Coronavirus Fase 2 runner distanza ricerca
(Getty Images)

Nel corso di Quarto Grado, trasmissione Mediaset andata in onda nella serata di ieri, si è parlato di nuovo della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus e della distanza sociale. Sono stati numerosi i temi su cui si è dibattuto. Uno degli argomenti su cui si creata discussione vi è stato il tema running.

Infatti coloro che amano correre all’aria aperta da lunedì 4 maggio saranno autorizzati a tornare ad effettuare allenamenti al di fuori di casa. L’obbligo che dovranno rispettare sarà quello di mantenere una distanza che dovrà essere di almeno due metri. Si è discusso sul fatto se questo distanziamento possa essere sufficiente o meno.

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Coronavirus Fase 2, per i runner il distanziamento potrebbe essere variabile

Coronavirus Fase 2 runner distanza ricerca
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Durante un servizio andato in onda ieri sera, è stato citato la ricerca effettuata da Bert Blocken, docente di Ingegneria Civile a Eindhoven. Nello studio in questione si sostiene che la scia di goccioline rilasciata da un runner possa percorrere addirittura una distanza di dieci metri.

Per questo motivo il distanziamento che garantisca un certo grado sicurezza può essere variabile quindi a seconda dell’andatura e delle condizioni del vento. Nel caso in cui una persona sia ferma o cammini con una lenta andatura, basterebbe un metro e mezzo. I runner invece dovrebbero mantenersi ad una distanza minima di quattro metri rispetto a un altro soggetto che sta correndo. Tuttavia sarebbe maggiormente sicura la corsa in maniera sfalsata.