Coronavirus: il premier ha risposto alle domande di Sommi e Scanzi nel programma Accordi e Disaccordi

Coronavirus

Coronavirus: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha risposto ad alcune domande sulla crisi che sta attraversando il nostro paese. Dopo la conferenza stampa di qualche ora fa, dove ha esteso le norme restrittive fino al 13 aprile, ha risposto alle domande di Andrea Scanzi e Luca Sommi.

Durante la trasmissione ‘Accordi e Disaccordi’, in onda su Nove, il premier ha toccato vari punti di questa crisi. Cominciando dalla domanda sui possibili errori commessi. Conte ha dichiarato: “Abbiamo seguito sempre una certa linearità e agito nell’interesse delle persone. Il nostro impegno sempre a tutela delle persone”.

E’ evidente che nella gestione della crisi più grande dal dopoguerra ad oggi qualcosa sia andato storto. Ma il premier insiste: “Le nostre decisioni sono arrivate sempre dopo le valutazioni di esperti e scienziati. I voli dalla Cina? Li abbiamo bloccati per tempo”.

Poi la risposta decisa del presidente: “Tornando indietro rifarei tutto quello che abbiamo fatto. Abbiamo messo in atto tutte le misure necessarie a partire dallo scoppio del focolaio di Codogno”.

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Il premier: “Paura? No determinazione per vincere questa battaglia. Il momento più duro? La prima zona rossa”

Coronavirus: davvero tanti i temi toccati dal premier nell’intervista ad ‘Accordi e Disaccordi’. Conte ha risposto a tante domande formulate da Scanzi e Sommi. Anche sul suo stato d’animo del momento:

“Paura? No, coraggio e determinazione. Ma anche senso di responsabilità per portare a termine il compito che abbiamo. Nell’interesse di tutti gli italiani. Affronteremo mesi molto complicati, combattiamo un nemico invisibile ed avremo delle criticità economiche. Se non affrontiamo le difficoltà con responsabilità non vinceremo questa guerra”.

“Il giorno più difficile? Quando abbiamo dovuto disporre per la prima volta la zona rossa”. 

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“Per un giurista disporre una limitazione così stringente non è mai facile. Eppure, per il bene del paese, lo abbiamo fatto”.

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